LucidLink ha introdotto un cambiamento significativo nel modo in cui i team accedono ai file e collaborano sui contenuti, rendendo i file di grandi dimensioni immediatamente disponibili da qualsiasi luogo.
Oggi l’azienda estende questo approccio al modo in cui le imprese attivano e utilizzano i dati già esistenti, ovunque essi risiedano, mantenendo la stessa esperienza operativa che utenti e amministratori associano alla piattaforma LucidLink.
Con LucidLink Connect i sistemi di archiviazione dati — come gli storage compatibili con S3 — diventano immediatamente utilizzabili per il lavoro quotidiano, senza necessità di migrazione dei dati, duplicazioni o modifiche alle architetture dei workflow esistenti.
I team possono continuare a utilizzare le infrastrutture e le automazioni già in uso, ma i dati che prima restavano statici diventano accessibili in streaming e quindi utilizzabili per attività operative in tempo reale.
LucidLink Connect è attualmente disponibile per i clienti che utilizzano i piani Enterprise.
In pratica, il sistema consente ad esempio di modificare in tempo reale un file di progettazione mentre il drive cloud è montato direttamente sul desktop dell’utente.
Uno degli obiettivi principali della piattaforma è colmare la distanza che spesso esiste tra i dati archiviati e i team che devono utilizzarli.
Gli attuali sistemi di archiviazione cloud sono progettati per garantire durata nel tempo e scalabilità. Sono quindi particolarmente adatti a gestire workload cloud, librerie media, data lake, backup o dataset destinati all’intelligenza artificiale.
Tuttavia il loro modello di accesso non è stato pensato per workflow collaborativi in tempo reale.
Nella maggior parte dei casi, infatti, per lavorare su un file è necessario scaricarlo completamente prima di poterlo utilizzare.
Un file da 50 GB può richiedere circa trenta minuti di download.
Una libreria media da un terabyte può richiedere un trasferimento che dura diverse ore.
Anche una semplice anteprima può attivare il download completo del file e generare costi di uscita dati.
Questo modello crea diversi ostacoli operativi:
dati di valore restano inutilizzati all’interno degli storage cloud, copie duplicate si diffondono su sistemi diversi, i costi di egress aumentano e il lavoro dei team resta in attesa mentre i file vengono trasferiti.
LucidLink Connect elimina questa frizione rendendo i dati immediatamente utilizzabili nel luogo in cui sono già archiviati.
La piattaforma estende il modello cloud-native di streaming dei file di LucidLink e l’integrazione basata su API agli archivi dati già esistenti.
In questo modo grandi dataset diventano accessibili e programmabili per team distribuiti senza la necessità di spostarli.
Una volta collegati tramite API LucidLink, gli asset appaiono immediatamente all’interno del filespace della piattaforma.
I file collegati forniscono una vista logica e ordinata dei dati senza esporre la complessità della struttura dello storage sottostante.
Il sistema funziona come una vista organizzata e curata dello storage.
Lo stesso asset può essere utilizzato in più progetti senza creare copie duplicate né modificare i workflow già esistenti.
Gli utenti possono navigare dataset di grandi dimensioni attraverso cartelle organizzate senza dover passare tra diverse console di storage o attendere lunghi tempi di indicizzazione.
Quando si apre un file, LucidLink trasferisce soltanto i dati effettivamente necessari all’applicazione.
È possibile, ad esempio, visualizzare un clip video in 4K senza scaricare l’intero file oppure aprire un modello CAD per verificarne le dimensioni senza trasferire l’intero assemblaggio.
I dati rimangono nel loro formato originale e nella posizione di archiviazione originaria, mentre strumenti e automazioni già esistenti continuano a operare sugli stessi oggetti.
Il funzionamento cambia radicalmente il modello tradizionale di accesso allo storage.
Normalmente l’intero file deve essere recuperato prima di poter iniziare il lavoro.
Con LucidLink Connect accade invece il contrario.
Se si apre un file video da 50 GB, ad esempio, il player potrebbe avere bisogno inizialmente di circa 10 MB per avviare la riproduzione. Connect trasferisce immediatamente quella porzione di dati.
Man mano che l’utente scorre la timeline, altre parti del file vengono recuperate su richiesta.
Il file completo rimane nel sistema di storage di origine e non è necessario scaricarlo interamente.
Questa tecnologia di streaming dei file, premiata anche con un Emmy tecnico, viene utilizzata da oltre dieci anni per garantire accesso immediato ai dati. Con LucidLink Connect questa esperienza viene estesa ai dati ovunque essi si trovino.
Il risultato è una ridefinizione dei workflow operativi.
LucidLink Connect consente di creare nuovi flussi di lavoro ad alte prestazioni rendendo immediatamente disponibili dataset esterni all’interno di uno spazio file unificato.
I team possono così dedicare meno tempo allo spostamento dei dati e più tempo al lavoro effettivo sui contenuti.
Nel settore media e entertainment, ad esempio, i bucket cloud possono essere utilizzati come librerie attive.
Gli editor possono accedere soltanto alle clip necessarie senza trasferire terabyte di materiale sui sistemi locali.
Nel settore AEC — architettura, ingegneria e costruzioni — i dati di progetto e i documenti di progettazione diventano immediatamente accessibili.
È possibile visualizzare, misurare e ispezionare asset ad alta risoluzione senza scaricare i file completi.
Nel contesto IT aziendale, la piattaforma consente di automatizzare la gestione degli ambienti di lavoro su larga scala e di standardizzare l’accesso ai dati distribuiti su diversi sistemi di archiviazione senza operazioni manuali o migrazioni rischiose.
Anche le piattaforme MAM e DAM possono mantenere una singola fonte di verità nei propri archivi dati, consentendo allo stesso tempo workflow creativi più veloci attraverso uno spazio file unificato.
Nel campo dell’intelligenza artificiale e della data science, i dataset di addestramento possono essere condivisi con team distribuiti senza duplicare gli ambienti di lavoro.
Vengono trasferiti solo i dati necessari, mantenendo l’integrità della fonte originale.
L’elemento comune a tutti questi scenari è la riduzione dei trasferimenti di dati, meno attese e una maggiore concentrazione sulle attività operative.
La piattaforma introduce anche nuove possibilità per gli sviluppatori.
Attraverso le API LucidLink è possibile controllare in modo preciso come i dati vengono collegati, esposti e resi disponibili ai team.
Gli sviluppatori possono integrare gli archivi dati esterni direttamente nei workflow già esistenti all’interno delle organizzazioni.
Invece di richiedere agli utenti di gestire manualmente la posizione dei file, duplicare dati o mantenere logiche di sincronizzazione, è possibile definire programmaticamente come i dati devono apparire e organizzarsi all’interno del filespace.
Script, servizi e applicazioni interne possono accedere ai dati con prestazioni elevate e su richiesta, mantenendo un comportamento coerente tra diversi ambienti operativi.
Non è più necessario sviluppare gateway personalizzati o sistemi di sincronizzazione per esporre grandi dataset.
Gli sviluppatori possono inoltre attivare automaticamente l’accesso ai dati quando viene creato un nuovo progetto, integrare LucidLink nei sistemi interni dell’azienda, collegarlo a piattaforme MAM o DAM o sviluppare servizi leggeri che rendano disponibili dati esterni all’interno dell’esperienza LucidLink.
In questo modo l’accesso ai dati diventa parte integrante della logica operativa delle applicazioni aziendali.
LucidLink Connect trasforma quindi i sistemi di archiviazione da semplici luoghi in cui conservare file in una vera infrastruttura sulla quale costruire nuovi workflow e servizi.
INFO: https://www.lucidlink.com
Sinossi
LucidLink introduce Connect, estendendo il suo modello di streaming dei file agli archivi dati già esistenti (come gli storage compatibili con S3).
L'obiettivo è eliminare la necessità di migrazioni o download completi: i team possono operare su file di grandi dimensioni — dai modelli CAD ai dataset per l'IA — direttamente dal proprio desktop, mentre i dati rimangono nella loro posizione originale.
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