Di seguito solo una sintesi dei contenuti di “A Strategic Blueprint for Cyber Resilience” che potete scaricare gratuitamente dal link in fondo.
Il documento analizza in modo strutturato la transizione della protezione dei dati verso un modello di cyber resilience, ponendo al centro la continuità operativa come priorità strategica per le organizzazioni.
La resilienza informatica viene trattata non solo come capacità di difesa, ma come insieme di pratiche e tecnologie orientate a garantire il ripristino rapido e affidabile dei servizi dopo un incidente.
Questo approccio riflette un cambiamento di paradigma, in cui la prevenzione degli attacchi non è più sufficiente e viene affiancata da strategie di recupero avanzate e sistematiche.
Il contesto è caratterizzato da una crescita esponenziale dei dati, alimentata dalla trasformazione digitale di settori come media, retail e produzione industriale.
La diffusione di contenuti video, flussi multimediali continui e dati generati da sensori aumenta in modo significativo i volumi da gestire.
Parallelamente, l’adozione di analytics avanzati e modelli di machine learning porta a conservare i dati per periodi sempre più lunghi, incrementando la complessità delle infrastrutture di storage e protezione.
A questo scenario si aggiunge un’evoluzione costante delle minacce informatiche, con attacchi sempre più sofisticati, distribuiti e difficili da individuare, che rendono inevitabile la compromissione dei sistemi nel corso del tempo.
In questo contesto, la cyber resilience viene definita come la capacità di ridurre al minimo la perdita di dati e il downtime a seguito di un attacco.
Il documento evidenzia come le pratiche più avanzate includano la scansione dei backup alla ricerca di malware, la validazione periodica dei dati e la verifica dei processi di recovery.
Diventa quindi essenziale disporre di copie di backup affidabili e immutabili, progettate per non essere alterate o cancellate, anche in presenza di attacchi mirati.
La disponibilità di backup “puliti” rappresenta il punto di partenza per qualsiasi strategia di recupero.
La creazione di copie immutabili, unite a elevate prestazioni di backup, consente di ridurre le finestre operative e aumentare la frequenza dei punti di ripristino.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per il rispetto degli obiettivi RPO, soprattutto in ambienti ad alto valore informativo come quelli media e broadcast.
Allo stesso tempo, la velocità delle operazioni di restore incide direttamente sugli RTO, contribuendo a limitare l’interruzione dei servizi critici.
Le prestazioni assumono quindi un ruolo centrale anche nella fase di preparazione agli incidenti.
I repository di backup non sono più archivi statici, ma diventano ambienti attivi, utilizzati per operazioni di scansione, verifica e test dei piani di recovery.
L’integrazione tra piattaforme di sicurezza e sistemi di backup consente di automatizzare i processi di risposta agli incidenti e migliorare l’efficacia complessiva dell’infrastruttura.
Un elemento chiave dell’evoluzione descritta è l’adozione di sistemi all-flash.
Queste soluzioni garantiscono elevata velocità di ingest dei dati e tempi di recupero estremamente ridotti, rendendole adatte a scenari in cui la continuità operativa è critica.
L’utilizzo di storage flash permette anche di trasformare i backup in dataset attivi, utilizzabili per analisi in tempo reale e identificazione preventiva delle minacce.
Nonostante un costo iniziale superiore rispetto ad alcune alternative basate su disco, il documento evidenzia come l’investimento venga compensato dalla riduzione dei rischi e delle interruzioni operative.
L’integrazione con tecnologie di deduplicazione e compressione consente inoltre di ottimizzare l’utilizzo delle risorse e contenere i costi complessivi.
Accanto alle prestazioni, il documento sottolinea l’importanza di una strategia multilivello per la protezione dei dati.
La regola 3-2-1 viene indicata come riferimento consolidato, prevedendo tre copie dei dati su due diversi supporti, con una copia offsite.
A questa impostazione si aggiunge la necessità di una copia offline, isolata dalla rete, per garantire protezione anche in caso di attacchi ransomware o compromissioni estese.
Lo storage object viene identificato come componente fondamentale per la conservazione resiliente, grazie alle funzionalità di immutabilità, versioning e geo-ridondanza.
La distribuzione geografica dei dati consente di limitare l’impatto degli attacchi e supportare scenari di failover, garantendo la continuità operativa anche in caso di compromissione del sito principale.
Il nastro magnetico mantiene un ruolo strategico come supporto offline, grazie alla sua natura isolata e alla capacità di garantire integrità e durabilità nel lungo periodo.
Le tecnologie di tipo WORM e i sistemi di correzione degli errori contribuiscono a rafforzare l’affidabilità dei dati archiviati, riducendo il rischio di alterazioni o perdita di informazioni.
Il documento evidenzia inoltre come la combinazione di storage object e tape consenta di bilanciare prestazioni e costi.
L’object storage può operare come livello primario per l’accesso ai dati, mentre il tape viene utilizzato per la conservazione a lungo termine, gestita tramite policy automatizzate.
In questo scenario si inserisce l’offerta di Quantum, che propone un portafoglio integrato di soluzioni per la gestione del ciclo di vita dei dati.
Le appliance DXi sono progettate per operazioni di backup e ripristino ad alte prestazioni, con funzionalità avanzate di deduplicazione.
La piattaforma ActiveScale consente di gestire storage object scalabile, integrando risorse flash, disco e tape in un’unica architettura.
Le librerie Scalar rappresentano la componente dedicata all’archiviazione su nastro, offrendo protezione air-gap e costi ridotti per la conservazione a lungo termine.
I modelli di implementazione e consumo sono flessibili e comprendono soluzioni on-premise, servizi gestiti e modelli as-a-service, adattabili a differenti esigenze operative.
La conclusione del documento ribadisce la necessità di un cambiamento strutturale nelle strategie di protezione dei dati.
Le organizzazioni devono adottare architetture integrate che combinino alte prestazioni, sicurezza e flessibilità, con un focus sulla capacità di recupero piuttosto che sulla sola prevenzione.
L’adozione di sistemi all-flash, strategie multilivello e processi continui di verifica e validazione rappresenta la base per una resilienza efficace.
In questo contesto, soluzioni che integrano diverse tecnologie di storage e modelli operativi risultano determinanti per garantire continuità operativa e ridurre l’impatto degli attacchi informatici nel lungo periodo.
Sinossi
Evoluzione della data protection verso modelli di cyber resilience basati su performance, immutabilità e strategie multilivello integrate.
Il white paper di Quantum analizza come backup, flash, object storage e tape concorrano a costruire infrastrutture resilienti contro attacchi e perdita dati.
Le architetture proposte puntano a ridurre downtime e perdita di dati attraverso approcci proattivi e integrazione tra sicurezza e recovery.
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INFO: https://www.quantum.com