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SporTube: diffondere lo sport per vocazione

Parliamo con Bruno Stirparo Amministratore Delegato e socio fondatore di Sportube.tv

"SportTube è nata circa 4 anni fa con l'idea di dare più visibilità allo sport". Così afferma il suo amministratore delegato e socio fondatore Bruno Stirparo. "Questo perché ci siamo accorti che - salvo gli sport di primissima fascia come il calcio di Serie A, la Fifa Champions e il Motomondiale - tutto il resto in Italia fa sempre fatica ad essere fruito e a dispetto di ciò ci sono molti appassionati che lo richiedono. Così siamo partiti con quest'idea subito indirizzandoci verso il Web, per mille motivi, tra cui la diffusione della banda larga che aumenta e siamo uno tra i primi paesi per

penetrazione dei device mobili, tablet, smartphone, eccetera. Così ci siamo accorti che il momento poteva essere propizio per un'attività di questo tipo. La prima idea di fondo è stata sviluppare delle partnership forti con le Leghe sportive in modo da poter lavorare assieme e promuovere quanto più possibile i contenuti. In pratica, lavoriamo in sinergia da diversi punti di vista per raggiungere alcuni obiettivi comuni.

Di tutto...
Gli sport principali seguiti da SporTube sono dunque molti, partendo dalla pallavolo maschile e femminile, poi seguiti dal basket di Legadue; poi sono aumentate le collaborazioni con le diverse leghe perché si voleva compiere un salto di qualità. Oggi il canale web si occupa praticamente di tutto il mondo dei motori italiano, quindi tutte le competizioni di AG sport, Formula 3000, Formula Abarth, il rally per una decina circa di campionati, una competizione bellissima italiana di moto che si chiama Campionato Italiano di velocità; seguiamo hockey, beachbeach volley, anche se in realtà ci interessiamo a tutti gli sport, con rubriche su tutti gli eventi importanti.
In pratica non acquistiamo i diritti delle varie leghe e li utilizziamo ma cerchiamo di apportare valore facendo tutte le attività assieme, organizzando le riprese di vari incontri, produciamo tutto il supporto audiovisivo e poi lo distribuiamo soprattutto sul web.
In effetti la filiera è un po' più complicata, infatti per alcune leghe vengono realizzate completamente le produzioni, per altre proposto il service e alcuni contratti sono realizzati assieme. In effetti le leghe detengono i diritti mentre da parte nostra noi abbiamo la capacità di divulgare e diffondere e disponiamo anche una redazione, quindi quasi sempre identifichiamo il service più adatto per la produzione e alcune riprese le effettuiamo direttamente noi.

Il trasporto segnali
Un altro aspetto delicato riguarda la gestione del trasporto del segnale dal luogo dove l'evento si svolge fino al nostro centro di distribuzione. Qui utilizziamo il satellite, per esser certi del risultato, con alcuni collegamenti tradizionali in banda KU, altri in banda KA.
Ovviamente, la valenza del progetto e l'impegno relativo al calcio hanno una dimensione maggiore: con la pallavolo seguiamo 50 partite all'anno maschili e altrettante femminili, mentre nel calcio vengono seguiti 1200 incontri!
Tutti gli eventi sono ripresi in diretta anche se molti sono poi rivedibili in registrato e vengono confezionati gli highlight, nonché molti servizi giornalistici settimanali.

Il web perché
L'idea del Web come canale di diffusione è anche legata al concetto molto attuale di "visibilità diversa" e poi in televisione sarebbe impossibile coprire 1200 eventi dal vivo all'anno. Per esempio capita di dover seguire otto partite in contemporanea in onda alla domenica e magari 15 nella stessa giornata. Se si parla anche di pallavolo si aggiungono altri quattro eventi e quindi la flessibilità del Web è molto superiore. Non ultimo, gli investimenti richiesti sono totalmente diversi.
L'organizzazione si basa su service esterni anche molto grossi che vengono sempre ingaggiati e poi per progetti molto importanti, come quello della Lega Pro, si stipulano appositi accordi con un service col quale si diventa partner preferenziali.

A volte la filiera è più complessa perché la produzione viene effettuata direttamente dalle squadre e noi ci occupiamo solo dell'uplink satellitare per poi trasportare il segnale fino alla sede e dal lì lo ridistribuiamo.
Abbiamo realizzato tantissimi eventi sportivi come il beach volley con una settimana di dirette, e poi triangolari, quadrangolari, in cui ci occupiamo anche dalla parte di produzione.
Per esempio, nel campionato italiano di beach volley per la lega pro abbiamo inviato un mezzo mobile con tre telecamere per le riprese più un uplink satellitare; quindi un mezzo mobile con regia in loco per le finali e un segnale trasportato in banda tradizionale KU fino al centro di servizio e regia. Anche il commento era realizzato direttamente in loco ed è una scelta che tendenzialmente ripetiamo appena possibile, proprio per la vivacità che consente.

Lo standard è HD
Il futuro di tutte le produzioni a livello di standard è sicuro in HD, come il progetto della Lega PRO che coinvolge 1200 partite live; quasi 30 partite alla settimana vedono un approccio tecnologico nuovo sia dal punto di vista produttivo sia dal punto di vista della trasmissione: vengono impiegate due camere dal territorio che arrivano alla regia centralizzata a Milano con doppio trasporto di segnale e poi aggiunta di contenuti da parte della regia.
La struttura redazionale su Roma è composta da ben 12 persone fisse più una serie di consulenti esterni che ruotano sugli eventi a cui si sommano gli sforzi del centro tecnico a Milano che si occupa soprattutto di infrastrutture. Qui il lavoro viene gestito da altre otto persone, infatti, a Roma è localizzata la parte editoriale e la diffusione, mentre il cuore della piattaforma web è Milano, e sono coinvolti i server dei provider Akamai e Level3 che consentono di gestire un numero di utenti molto elevato.
Per esempio, su molte partite siamo arrivati a numeri da capogiro e col Derby a 98.451 accessi misurati di utenti che ha guardato la partita. Da notare che la comunicazione in merito è stata molto limitata, addirittura quasi istituzionale e quindi possiamo vantare grandissimi risultati ottenuti quasi solo col "passaparola".

I modelli di revenue
A Livello di business si parla di pubblicità tradizionale, per ora, e non vogliamo creare alcun tipo di barriera o impedimento nelle possibilità di sfruttare i nostri contenuti. Poi andando avanti dovremo capire se questa è la strada giusta o bisogna passare a modelli più ibridi; però cerchiamo ancora di vivere sull'advertising.
E ovviamente sui social siamo attivi, come in passato dove per una partita alla settimana aprivamo appositamente una pagina Facebook dove raccoglievamo parecchi commenti e interazione, anche se ora ci siamo concentrati su questa fase iniziale dove si è cercato di ridurre al massimo il controllo, vista la dimensione dell'impegno, davvero massiccia. Resta di certo la volontà, ovviamente, di operare in direzione del massimo dell'interattività con diverse applicazioni che verranno rilasciate a breve.
Tutta l'aggregazione e l'implementazione dei software necessari per lo streaming viene effettuata e sviluppata in casa così come la piattaforma di base. A breve rilasceremo anche una chiavetta proprietaria che ci permetterà di collegare televisori al computer e con una semplice linea ADSL o connessione Internet e wifi potremo trasformare un televisore "normale" in una smart tv."

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