Video Professionale

Magia nel “manage, share & deliver”

Con la Creative Suite 6.0, Adobe presenta la parte centrale dell'offerta Digital Media. Articolo in pubblicazione su Millecanali, Ed. ilsole24ore, tutti i diritti riservati.

Il nome di Adobe ricorre molto spesso in qualsiasi azienda oggi per diversi programmi che sono uno standard in molti settori. Per i lettori di Millecanali i due programmi più interessanti, o per lo meno i più focalizzati sui nostri temi, sono senza dubbio Premiere, utilizzato per il montaggio video e After Effects che come la casa madre dichiara, “consente di creare animazioni ed effetti speciali di qualità cinematografica in tempi rapidissimi grazie alla nuova cache globale delle prestazioni.”

Buone notizie per gli utenti Adobe, dato che da qualche mese a questa parte si parla del lancio della nuova release della suite “Creative Suite” giunta alla versione 6.

I due pacchetti che abbiamo appena citato e che abbiamo visto in azione alla recente conferenza stampa di presentazione a Milano- sono -come nelle versioni precedenti- integrati nella Creative Suite che ripete i cavalli di battaglia consolidati e si spinge oltre al fine di ri-creare “un'esperienza completamente nuova per la creazione di contenuti multimediali digitali”.

Della nuova suite 6 sono disponibili diverse varianti per le varie fasce di mercato, “Adobe Creative Suite 6 Design Standard” dedicata alla “Creazione di progetti di stampa e pubblicazioni digitali di grande impatto”, la versione “Design & Web Premium” che si occupa in prima istanza di assecondare la creatività e le idee che vengono distribuite nel web, su stampa, tablet e smartphone. Poi la “Master Collection”dedicata alla progettazione e la creazione di contenuti per vari tipi di media. E la “Adobe Creative Suite 6 Production Premium” che si concentra -appunto- sulla post produzione, e tutte le fasi dalla pianificazione alla riproduzione.

“Digital Media” e “Digital Marketing”

I punti su cui Adobe ha lavorato dalla versione 5.5 alla 6 sono diversi ed è partita soprattutto dalla velocità di lavoro e dalla volontà di “raggiungere il pubblico ovunque”, ossia con un forte orientamento verso il “multi-piattaforma in tutti i settori.

La conferenza stampa è stata aperta affermando che “è stato abbastanza facile per noi modificare e allineare la nostra strategia alle richieste fatte dal mercato, infatti dalla fine dello scorso anno Adobe ha ridefinito la propria offerta attorno a due macro aree ossia “Digital Media” e “Digital Marketing”. La prima per Adobe rappresenta la fabbrica della creatività, dove i contenuti vengono creati tramite le soluzioni che sono parte di quest'area; quindi Creative Suite è il punto fondamentale della offerta, e copre tutte le risposte che il mercato in certe fasce può richiedere.

Questi stessi contenuti possono anche essere utilizzati dalle aziende all'interno di un ciclo produttivo più ampio, interfacciati coi sistemi informativi aziendali, organizzati all'interno di grandi portali; e in questo caso intervengono le soluzioni di Digital Marketing che si occupano di fornire le soluzioni di content management e di dare ai clienti anche uno strumento di analisi degli utenti sul mercato online, cioè descrivendo la loro reazione con un'analisi storica e cerando previsioni di comportamenti futuri. Questo consente di capire in modo determinante come gli utenti si interfacciano coi contenuti digitali.

E ancor più importante tutto ciò consente di creare un feedback in arrivo dal “pubblico” partendo dai contenuti creati in area digital media. Da queste pubblicazioni digitali e dalla loro analisi si può creare un feedback e ripartire con un successivo ciclo produttivo che si ripete sempre più veloce e preciso perché orientato dal e al mercato stesso.

Adobe reclama a livello di brand una “unicità di profilo aziendale” proprio perché in entrambe le aree, nel passaggio dei documenti dal cartaceo al digitale, e nella gestione delle immagini a vari livelli è riuscita a creare imporre degli standard.

In conferenza è stato detto: “Pensiamo di poter dire una parola importante all'interno di questo ciclo produttivo. Pensiamo che stiamo andando ad alzare ulteriormente l'asticella della qualità attraverso la CS6.”

Vantando una vicinanza alle aziende, ai professionisti, e gli individui, Adobe si dimostra interessata ad esplorare nuove frontiere del design e della creatività.

Freedom to react

Rilasciata attorno a metà maggio con le avvincenti idee di fornire la necessaria “Freedom to react” e rompere le barriere della creatività, Adobe CS6 cesella sul concetto e l'idea che la creatività “ti colpisce in ogni momento”, e malgrado le moltissime nuove device e i nuovi workflow, il fine è sempre lo stesso, ossia fare un lavoro sempre migliore. Ed è questa la base di questa nuova suite.

In generale il grande passo in avanti è proprio verso i device mobili dove ci si aspetta entro il 2014 un boom di 400 milioni di tablet e relativa crescita a livello di browsing via mobile.

Grande interesse verso il mercato consumer che però richiede molti sforzi a livello di workflow e di training, come i creativi interpellati confermano, con una evidente percentuale di 3 su 4.

In pratica e in generale, la nuova suite si è mossa molto verso il rispetto delle nuove tendenze della produttività percepite in modo globale, nel riuscire a spremere al meglio la potenza dei processori a 64 bit, nell'inseguire e foraggiare nuovi standard, nella capacità di seguire e dar manforte alle capacità dei professionisti. Tutto secondo modalità “cross device” ossia sui diversi dispositivi.

Sempre in generale la nuova CS6 considera primario riuscire a consegnare il lavoro, qualunque esso sia, un comunicato pubblicitario, una presentazione, etc.: tutto deve essere realizzato e distribuito in modo molto veloce ed efficiente, con grandi performance, secondo la triade “manage, share and deliver”: dall'idea al “publishing”, in senso più ampio del termine.

E poi è considerato determinate poter catturare la creatività ovunque noi siamo, e quindi riuscire a pubblicare il contenuto su tutte le piattaforme che ci sono “laffuori”,

Adobe Premiere® Pro CS6

Alberto Comper Video Senior Consultant di Adobe ha sottolineato come la CS6 voglia essere una pietra miliare. Il suo fulcro è un applicativo di montaggio, Premiere Pro CS6 dove, rispetto alla 5,5, la nuova versione in prima istanza propone o estende due aspetti fondamentali: robustezza e performance.

Si parte quindi in forza dello sviluppo di un nuovo motore di Playback definito “Adobe Mercury Engine” che permette di gestire in tempo reale asset video anche impegnativi come la Full HD e addirittura il 5K di Red Epic, persino su un portatile e non solo su un “mostro farcito con ram” connesso a video server dedicati.

Il primo aspetto di Premiere versione CS6 che salta all'occhio è l'interfaccia utente che, al contrario di quanto accadeva prima nella 5.5, risulta molto meno invasiva. L'interfaccia prima portava via troppo spazio al protagonista reale, ossia il video. Oggi è rinnovata e completamente ridisegnata in modo molto più amichevole, più familiare: è molto meno intrusiva, sviluppata sentendo le esigenze dei professionisti che usano poco i comandi a schermo e fanno molto impiego dei comandi a tastiera

In seconda istanza, l'interfaccia ora è del tutto personalizzabile, anche se ripete i classici canoni del montaggio con una finestra sorgente, una di programma, una di timeline col progetto che permette di attingere a tutte le clip che sono parte del lavoro.

Possiamo effettuare lo “scrub” di ogni singola clip passandoci sopra il mouse, esaminandone i contenuti al volo e valutare ogni singola clip; possiamo utilizzare il cursore per raggiungere un certo punto e anche definire i punti di ingresso e uscita premendo i classici tasti “i” e “o”.

Le finestre a video risultano ora molto pulite, senza i molti pulsanti che apparivano nelle finestre sorgente e programma; sono del tutto personalizzabili nei comandi contenuti, possiamo far sparire i pulsanti che non servono e quant'altro non utile così da poter effettuare un lavoro più personale e snello.

La grande libertà di editing si accompagna alla possibilità -finalmente- di utilizzare i livelli di correzione come già presenti su Photoshop. Ciò permette in maniera non distruttiva di applicare una correzione sulla timeline senza intervenire direttamente sui contenuti rappresentati. In pratica è una clip vuota che andiamo a sormontare sul punto della timeline che vogliamo lavorare. Possiamo visualizzare subito questa modifica in tempo reale senza attendere il rendering, anche se stiamo operando in Full HD con molte clip una posizionata sull'altra.

Questo ci permette di applicare un effetto, come una correzione colore, mediante un semplice trascinamento sul nuovo livello appena creato. Premiere applicherà la correzione su tutte le clip e i livelli sottostanti dandoci la possibilità di cambiare idea molte volte senza perdere tempo nel rendering o altro.

E poi la CS6 propone molte altre nuove feature come Adobe stessa suggerisce: “le funzionalità di estrusione di testo e forme incorporate, le nuove opzioni di sfumatura della maschera e il Tracciatore Videocamera 3D rapido e intuitivo”

Photoshop animabile

Sempre nella nuova suite per la post video, After Effects è il pacchetto che viene chiamato amichevolmente “il Photoshop animabile”. Questo in virtù della sua notevole dote di sapersi integrare alla perfezione nei processi di impiego del video con grande interattività e interscambiabilità di progetti e contenuti con Premiere. In altre parole, possiamo editare con After Effects delle clip, pur rimanendo all'interno di Premiere, al fine di ottenere effetti straordinari e questo anche grazie alle interfacce che ora sono davvero “vicine”, così da rendere l'ambiente di lavoro ancora più uniforme e produttivo.

After Effects aumenta anche l'efficienza nel preview di rendering, riesce a gestire in modo ancora migliore le GPU, vi aggiunge un motore di tracking 3D, le maschere con sfumatura variabile molto comode nel rotoscoping, nonché un nuovo filtro per l'eliminazione del rolling shutter e nuovi strumenti di correzione colore.

Molto potente anche il “camera tracker”, lo strumento che va ad analizzare i movimenti di camera della ripresa in esame e da essa riesce ad estrarre dei movimenti planari da cui ricostruire il movimento descritto dalla camera.

In pratica si tratta di un motion control inverso che parte dal movimento di camera tipico ed estrae i dati numerici per rappresentare tale movimento in uno spazio tridimensionale. Ancora più in pratica, si definiscono dei punti di riferimento in movimento e, per esempio, a questi possiamo agganciare un testo, dei titoli. E l'effetto è garantito.

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