Quando superi un limite si aprono mille orizzonti.
"La particolarità del nostro diffusore tre vie è quella di utilizzare, per la gamma bassa di frequenze, un altoparlante slave come condotto di accordo attivo dell'altoparlante master e questo è molto rivoluzionario in quanto al momento non esistono ancora modelli matematici del sistema."
É il primo commento di uno dei due progettisti e sviluppatori, Giampiero Majandi, il secondo è Giampiero Matarazzo, di fronte a una delle sue creature più recenti, un diffusore molto particolare è innovativo, destinato al mercato della registrazione musicale, della post produzione e dell'hi-fidelity hi-end.
Quali sono i tratti innovativi del sistema?
"In un sistema Reflex, il condotto di accordo, che in genere è costituito da un tubo con dimensioni appropriate, è capace di entrare in risonanza con un volume chiuso emettendo verso l'esterno soltanto in un intervallo di frequenze prossimo a quello della sua risonanza. In pratica il condotto, alla stregua di una canna d'organo, "suona" ad una sola frequenza. Per determinare questa frequenza occorre soltanto la conoscenza di tre grandezze: il volume di accordo e le dimensioni del condotto, intese come diametro e lunghezza. Notate bene che nel calcolo della frequenza di accordo con un volume noto non entra a far parte nessun parametro caratteristico del woofer impiegato, come a dire che un condotto risuona ad una data frequenza con un dato volume indipendentemente dal tipo di woofer impiegato. Quello che cambia può essere la risposta acustica se la frequenza di accordo mal si adatta ai parametri di Thiele e Small specifici del trasduttore.
Invece, nel nostro sistema innovativo è stato eliminato il tubo di accordo e inserito un altoparlante che è destinato a ricreare elettronicamente la funzione di trasferimento del condotto.
Utilizzando un risonatore attivo con una funzione di trasferimento simile a quella del condotto di accordo, ci si svincola dalla dipendenza del volume di accordo per il calcolo della frequenza di tuning e di conseguenza il volume del box può essere notevolmente ridotto di dimensioni."
Che tipo di altoparlanti sono stati inseriti in questo cabinet e quali altri vantaggi garantisce il sistema?
"Per la gamma bassa, abbiamo scelto due altoparlanti uguali della FaitalPRO di San Donato milanese, specializzata esclusivamente in altoparlanti professionali apprezzati in tutto il mondo; precisamente due woofer da 12", 12FH510, con un volume di carico di soli 17 litri (assolutamente impensabile in una configurazione reflex tipica).
Un altro vantaggio è nella possibilità di variare con una gamma più ampia la frequenza di tuning del box, proprio perché possiamo decidere a che valore fissare la frequenza centrare nella funzione di trasferimento del woofer che opera da condotto.
Il terzo vantaggio è nel fatto che avendo creato un "condotto attivo" possiamo regolare il livello di pressione sonora di intervento del condotto: un aspetto che con un condotto passivo non è possibile attuare.
Inoltre il ritardo di gruppo o di un sistema reflex classico può arrivare a 35-40 ms in corrispondenza della frequenza di tuning, mentre il nostro sistema attivo praticamente non ha ritardo di gruppo, che comunque rimane legato solo al processamento digitale. Quindi al massimo parliamo di un "delay elettronico" di 0,5 ms.
Questo significa che il basso è talmente veloce e talmente intelligibile che è perfetto e definito anche a bassissimi livelli, proprio perché l'intervento del woofer è praticamente allineato alla partenza dell'impulso madre.
Il sistema risulta chiaramente meno "efficiente" in termini energetici di un classico box reflex perchè necessita di un ulteriore amplificatore che alimenti il woofer slave (oltre a quello dedicato al woofer master) ma i vantaggi che ne derivano compensano di gran lunga questo aspetto.
E poi abbiamo scelto di abbinare un altoparlante coassiale sempre di FaitalPRO, il raffinato 8HX200, che "fa suo lavoro" sulle medie e alte frequenze, perché suona davvero bene."
Un progetto impegnativo dunque. Quali erano i punti di partenza e i limiti iniziali e che tipo di applicazioni si volevano come target?
"Si è partiti da un'idea semplice che poi, in fase realizzativa, ha richiesto oltre tre anni di lavoro. La messa a punto è stata è più facile sui sistemi di dimensioni più grandi per il maggiore volume di carico, mentre sui piccoli la scommessa era più alta, gli effetti collaterali si amplificano e gli interventi necessari sono maggiori.
Qui si scende sotto ai 40Hz grazie a due "piccoli" woofer da 12" in soli 17 litri netti con un'ottima pressione acustica e ottima sensibilità, dato che il sistema è allineato a 95 dB.
Si è scelto di utilizzare altoparlanti professionali di grande qualità, come i FaitalPRO, proprio per non incorrere in problemi di durata nel tempo e impoverimento delle caratteristiche elettroacustiche iniziali.
Quindi volumi ridotti ai minimi termini, addirittura da 35x35x48 e un volume da 58 litri lordi, più l'ingombro dello stand che ha una sua ragione di essere in quanto è parte integrante del sistema.
Questo perché il piantone centrale quadrato contiene al suo interno l'amplificazione attiva per la sezione subwoofer, il DSP e il DRC per la gamma bassa.
In fase di installazione sono previsti due morsetti a vite per la potenza della gamma full range, mentre all'interno avviene la separazione e l'amplificazione della gamma bassa, quella critica. In pratica il diffusore viene collegato come un passivo.
All'interno, l'altoparlante coassiale viene filtrato passivamente per preservarne la naturalezza timbrica e l'interfacciabilità con qualsiasi amplificatore esterno, il risultato globale diventa molto preciso e quindi il sistema risulta indicato per il desktop monitoring o main monitoring su stand nella registrazione musicale e la post produzione di alto livello. Il vantaggio del coassiale triassiale è che garantisce la ricostruzione di uno stage sonoro molto ampio e accurato, rigoroso e molto stabile.
E le prestazioni al limite inferiore della banda...ci sono!"
Ci può tracciare altri segreti e sulle particolarità del sistema e i vantaggi?
"Volevamo realizzare un sistema di bassa frequenza totalmente servoassistito in un gioco strano di funzioni di trasferimento che non sono quelle canoniche tra andamento della risposta del woofer in cassa e andamento del condotto. Non sono assolutamente quelle, dato che il volume non è più una variabile determinata dalla cedevolezza del trasduttore, ma esclusivamente dal volume d'aria deciso arbitrariamente dal progettista, entro certi limiti.
Un altro vantaggio del sistema è che nonostante ci sia un woofer posteriore, possiamo posizionare il diffusore praticamente a ridosso della parete, dato che possiamo definire la funzione di trasferimento in modo personalizzato.
Quindi l'interfaccia verso l'ambiente non è più un grosso problema ed infatti, grazie a un ingresso USB (tramite engineering menu) possiamo collegarci tramite un PC e attuare le regolazioni, previa corretta lettura e taratura della risposta in ambiente."
Prevedete altri modelli su simile tecnologia?
"Per il professionale abbiamo anche un "cubo magico" di 24 cm di lato ideale per applicazioni nearfield di alto livello, realizzato con la medesima tecnica, coassiale anteriore e "fratello woofer" posteriore.
Come già ribadito, dal punto di vista concettuale la rivoluzione è sempre nello svincolo dal volume di carico e con una coppia di altoparlanti da 12" riusciamo a produrre 130 dB di pressione a 25 Hz con un cubo di 52 cm di lato!
La rivoluzione è che da sospensione pneumatica, a reflex e a dipolo aperto, il sistema cambia modalità di radiazione tre volte in funzione di tre frequenze caratteristiche definite in fase di progetto.
Da notare anche la notevole riduzione del ritardo di gruppo della gamma bassa di 0,5 millisecondi, ossia, in pratica, il tempo di calcolo necessario al DSP per compiere le determinate operazioni richieste è bassissimo (la latenza dell'eletronica digitale).
Per dare un'idea dei dati, un tradizionale sistema equivalente a sospensione pneumatica è tra i 18 e i 20 millisecondi, e un sistema reflex è tra i 35 e i 40 millisecondi. Questo equivale a dire che anche a volume bassissimo la gamma bassa è intelligibile, articolata, intonata, quindi sentiremo un basso diverso dal solito.
Se questo sistema fosse convenzionale il suo limite minimo in frequenza sarebbero i 120 Hz (118 per la precisione) e invece scende fino ai 35 Hz, operando di fatto una ottava e mezza al di sotto di quello che sarebbe il comune limite fisico di un reflex classico.
=========in un box=======
Descrizione impianto Audiario.
Diffusori a radiazione diretta con active reflex / servo loader, quadriamplificati, dotati di stand integrato con sistema di disaccoppiamento dal pavimento. Dimensioni diffusore: 35 x 35 x 48 cm (larghezza x altezza x profondità). Dimensioni diffusore su piedistallo: 48 x 120 x 48 cm (larghezza x altezza x profondità). Ciascun diffusore impiega n° 2 woofer FaitalPRO a lunga escursione da 12", un midrange FaitalPRO a radiazione diretta coassiale al woofer frontale e un tweeter a compressione coassiale al midrange. Time align su tutte le vie. Risposta in frequenza (campo libero, a 1 metro): 40 Hz - 22 kHz entro +/- 2 dB. Dispersione: 900 x 90° da 500 Hz a 12 kHz. Massima pressione sonora erogabile: 122 dB@1 metro (ciascun diffusore) entro i limiti di banda passante.
===============fine box=======