Produzione - REMI

La complessità del TV compound itinerante del Giro d’Italia 2023. 

TVcompoundL’intera produzione di EMG Italy del Giro d’Italia è gestita da Davide Furlan e da Bruno Coudizer, entrambi Overall Project Managers. 

Il primo è direttamente coinvolto nel rapporto con il MISE per l’utilizzo delle radiofrequenze, nel coordinamento e controllo tecnico del workflow delle connessioni tra i vari mezzi al TV Compound, nel booking satellitare per tutti i feed della contribuzione, nella gestione di tutti i fornitori e dei relativi costi a budget e nel coordinamento del comparto di produzione e booking per la composizione del piano di produzione e del team tecnico. 

Bruno Coudizer gestisce e coordina tutta la parte “in movimento”, la crew specializzata nella produzione del ciclismo, gli equipaggi delle moto e gli operatori cineflex sugli elicotteri. 

Inoltre, grazie alla sua grande esperienza nelle produzioni e conoscenza dello sport, Bruno da quest’anno ricopre l’importante ruolo di Assistente al Regista.

Il team di produzione di EMG Italy schierato per il Giro d’Italia è completato dai collaboratori Matteo Fragni, Unit Manager on site, Mario Lovallo, Producer on site, e Isabella Leoni che con il fondamentale lavoro del booking insieme a Valentina D’Alia in prima persona, con Nicolò Selvestrel e Salvatore Amato a supporto, hanno garantito a tutti un letto e un tetto ogni notte in ogni tappa.

 

DavideFurlan“Anche quest’anno”, dice Davide Furlan, “la produzione televisiva del Giro d’Italia realizzata da EMG è internazionale, con la supervisione generale di EMG Italy, con la fondamentale collaborazione di EMG Belgio e della francese EMG Connectivity e con l’innesto importante del comparto grafico e di cronometraggio di Boost Graphics e Microplus.

Fiamminghi e Transalpini forniscono il personale specializzato nelle riprese a bordo delle moto e del comparto dei collegamenti in radio frequenza, dell’aereo ponte per le riprese, vero gioiello tecnologico, oltre a tutte le comunicazioni di servizio e connettività. 
In Italia viene gestito l’intero budget e tutti i fornitori di servizi, compresi gli elicotteri che sono una risorsa importante del workflow, le concessioni frequenze e il coordinamento delle stesse per tutti i broadcaster, tutta la logistica delle 143 persone coinvolte con aerei, auto, van, bus, treni e soprattutto camere d’albergo, nonché le riprese a terra e il coordinamento generale durante tutti gli spostamenti tra le tappe”. 

 Lovallo FragniEMGItaly

“Il mio compito è dare una mano a coordinare la produzione”, interviene Matteo Fragni (a destra nella foto). “Siamo partiti con una pre-produzione nei mesi precedenti l’evento, che ha riguardato l’organizzazione delle squadre di personale dedicato, tutta la logistica e la composizione di tutta la tecnica coinvolta”.

 

“Oltre al Giro d’Italia, dice Mario Lovallo (a sinistra nella foto), “sono impegnato a seguire gli altri eventi del ciclismo in Italia che si svolgono dal mese di marzo, come Strade Bianche, la Tirreno-Adriatico e il Giro di Sicilia, e il nostro compito, come Production Department, è precedere gli eventi organizzandoli in toto.

Mi occupo principalmente del coordinamento dei mezzi televisivi presenti al tv compound, compresi quelli di RAI e dei Broadcaster che integrano: noi, infatti, arriviamo di sera in ogni città che ospita la tappa e allestiamo da zero il parcheggio dove operano tutti i mezzi televisivi: il Giro d’Italia richiede in ogni stage una immediata reazione agli inevitabili imprevisti di ogni genere, essere presenti per garantire sempre la migliore soluzione per tutti è fondamentale, si chiama “assistenza sul posto”, EMG è apprezzata anche per questo”.

 

Il team di EMG Italy segue la delicata missione di scegliere il personale che va a formare le varie squadre tecniche.

Tra questi, tutto il personale “a terra” che si occupa delle riprese, i cameraman a cui sono assegnate le 4-5 telecamere collocate prima del traguardo e le altre 7-8, collocate dopo l’arrivo, a seconda delle tappe. 

Inoltre, il personale dedicato ai controlli camere a bordo del mezzo regia, e quello delle riprese audio. 

In generale la regia OB Orion 209 ha un set-up di 14 telecamere a terra in zona arrivo, ed è il regista belga, Gunther Herregodts, che ad ogni tappa, dopo il sopralluogo del mattino, decide quali supporti predisporre e dove in base alla transennatura e al percorso.

La maggior parte delle volte le telecamere sono collocate su supporti tipici chiamati hi-lo a lato della pista, identici a quelli utilizzati dietro le porte del calcio; questi supporti elevano l’operatore e la telecamera sopra le teste del pubblico.

Ad alcuni arrivi sono utilizzate riprese a spalla per creare immagini di effetto e sono approntate anche telecamere su mini bracci mobili, chiamati Magnum Duo dove l’operatore restando seduto insieme alla telecamera può scegliere l’altezza di ripresa agendo su un telecomando che aziona una colonna idraulica. 

Questi sistemi sono necessari per rispettare i criteri di sicurezza UCI e di RCS che impongono di non uscire dalla transennatura post traguardo ma eventualmente di superarla in altezza.

Ciò consente un punto di ripresa più elevato rispetto alle teste del pubblico che affolla gli arrivi e che - come è successo in questa edizione - spesso deve essere anche sopra gli ombrelli resi obbligatori dal clima molto piovoso che ha contraddistinto questo maggio.

 EMGPonteGruGiro

Otto ore di diretta al giorno

Ventinove sono i giorni di produzione con 21 tappe di gara live durante le quali tutto il team inizia al mattino con la convocazione verso le 08,30 per terminare tutte le procedure di smontaggio attorno alle 19,30, producendo circa otto ore di diretta ogni giorno, per poi partire verso una nuova tappa.

Il lavoro, infatti, prosegue almeno per un’ora dopo l’arrivo dei ciclisti, perché le cerimonie di premiazione sono lunghe, con tante maglie da attribuire ai vincitori.

Inoltre, EMG produce, sempre in loco, un newsfeed con highlight di tre minuti montati per una distribuzione dedicata ai taker internazionali. 

I contenuti sono distribuiti via satellite e anche via streaming, tramite un portale dedicato.

 

RaiIl tv compound

Sono circa una ventina, compresi quelli di EMG operativi e di supporto, i truck parcheggiati ogni giorno nei tv compound che rendono possibile la produzione del Giro e sono distribuiti in 2000mq di area dedicata.

Qui sono confezionate anche le integrazioni di altri broadcaster, come Discovery, e da qui opera anche la RAI che segue l’evento con una dozzina di mezzi mobili propri, con una copertura integrale della gara, approfondimenti e studio mobile, un grandissimo impegno di uomini e mezzi da parte del broadcaster nazionale.

È indispensabile fare in modo che tutto funzioni alla perfezione, che gli spazi siano adeguati, che tutti possano disporre di corrente, che i mezzi incaricati della distribuzione dei segnali satellitari SNG possano vedere il Sud e non ci siano condomini o impedimenti nella linea ottica tra stazione a terra e satellite di collegamento.

La preparazione preliminare coinvolge anche la disponibilità delle informazioni necessarie affinché tutti possano trasmettere il segnale ai vari taker dei diritti.

Anche in questo caso la distribuzione dei segnali parte mesi prima, dato che è davvero complessa, in quanto il mezzo satellitare principale, oltre a distribuirli, riceve 4 segnali: uno dalla partenza, due dalle postazioni di relay intermedie che sono attrezzate con altri due mezzi satellitari, e un ultimo segnale trasmesso da un mezzo mobile SNG collocato all’arrivo.

Poi ci sono anche delle integrazioni particolari come quella per Discovery che, dalla tappa di Viareggio fino alla tappa di Roma trasmette via satellite il commento del telecronista che va in diretta seguendo i ciclisti a bordo di una moto con propria video camera e microfono, interagendo con i vari studi di Eurosport Francia e Inghilterra lungo il percorso.
Anche la TSI, Tv Svizzera, è presente al Giro con una postazione di commento, affiancata da altre sette raccolte in un apposito mezzo mobile a due piani, fornito da RCS, e posto vicino all’arrivo.

 

Pronti a tutto

“Dobbiamo essere pronti a tutto”, chiude Matteo Fragni, “a volte anche con interventi drastici. Infatti, ogni mattina ci troviamo a lavorare in posti nuovi e spesso accade di dover prendere in mano una moto sega per tagliare rami di alberi che impallano la visuale.
È successo più volte anche di dover spostare temporaneamente cartelli stradali installati dopo i sopralluoghi fatti mesi prima, orientandoli diversamente per evitare che appaiano nei movimenti delle telecamere.

Un altro aspetto affascinante che ci rende orgogliosi di questa incredibile produzione itinerante è la magia che si compie ogni mattina quando arriviamo in un’area dedicata e del tutto vuota di una nuova città. 

Qui, in sole due ore e dal nulla, sorge il tv compound, questo incredibile agglomerato isolato da transenne, che raccoglie cavi antenne, strutture tecniche, affollato di mezzi mobili regia e gru, ponti radio, mezzi mobili SNG, studi di ripresa, gruppi di continuità e i truck dei broadcaster per le integrazioni internazionali.

La stessa magia avviene la sera dove in sole due ore sparisce tutto e la città torna ad essere quella che era, completamente vuota. Dopo aver lasciato tutto libero e pulito, noi siamo già per strada verso la prossima tappa, dove ricomincerà tutto”.

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© 2023 EMG Italy – Presspool PressOffice RobertoLandini

 

 

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