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Inaugurato il ponte tra Musica ed Ingegneria del Suono

Il meeting della Audio Engineering Society.
di Umberto Nicolao e Roberto Landini
(in pubblicazione su Millecanali, tutti i diritti riservati)

Una mostra di fonografi e grammofoni storici patrocinata dal Comune di Schio e “condita” da una serie di eventi collaterali a base di Audio Hi-tech. Questo era il punto di partenza originale dell’iniziativa che avrebbe dovuto tener banco per due mesi a Schio e che poi, si vocifera per questioni di politica avvelenata, è stata radicalmente modificata per diventare “semplicemente” un meeting-convegno di guru dell’audio, sotto le ali protettive della Sezione italiana dell’Audio Engineering Society, l’unica associazione mondiale a riunire professionisti dei vari settori audio, fondata negli Stati Uniti nell’immediato dopoguerra.
Il meeting si è dipanato nell’arco di tre giornate nella seconda metà di maggio, scegliendo come propria sede Palazzo Boschetti, a due passi dal Duomo di Schio.
Tra i meriti da ascrivere all’organizzazione, l’aver portato in una cittadina operosa ma non certo diffusamente nota quale culla della cultura in campo audio, grandi esperti internazionali e relatori “di peso”. Parliamo di Mike Williams, considerato il più grande esperto di ripresa in stereofonia e perifonia naturale, giunto a Schio da Parigi via Vienna, reduce dal convegno europeo dell’A.E.S., il tedesco di Dresda Wolfgang Klippel, a sua volta considerato un’autentica autorità nel campo degli altoparlanti di alta potenza, ed in particolare nella loro modellizzazione e misurazione, il berlinese Martin Schneider, voce eletta del reparto Ricerca e Sviluppo della Rolls Royce dei microfoni, la Georg Neumann di Berlino e, dulcis in fundo, un “piccolo, umile” italiano, Leonardo Chiariglione, altrimenti noto come l’inventore di mp3.
Così, dalla giornata "singola" concepita in origine, si è arrivati a tre giorni fitti di discussioni, incontri, lezioni, performance musicali e dimostrazioni pratiche.
Ma l’idea, se vogliamo folle, che aveva per settimane tormentato la mente dei promotori dell’evento era stata quella di riuscire a intessere un dialogo tra Ingegneri del Suono e Musicisti. Ecco allora i concerti che all’ombra del Duomo si sono svolti all’insaputa della cittadinanza, addirittura nell’arco di tre settimane, con l’aiuto di quei musicisti locali, non tutti purtroppo, che magari pur non capendo sul principio i propositi di base avevano comunque deciso di accettare la proposta.
Mentre le registrazioni di questi concerti carbonari sono oramai avviati verso la produzione discografica, i musicisti che hanno avuto la volontà e la possibilità di esibirsi sono stati ricompensati con la dimostrazione pratica che esiste la possibilità di riprodurre campi sonori in tre dimensioni a partire da programmi musicali registrati: una nuova frontiera per i compositori. Non per nulla i Conservatori di Vicenza e di Milano erano rappresentati da inviati tutt’altro che distratti e disinteressati.
Due parole sono d’obbligo a questo punto per illustrare questo importante progetto, finalizzato alla registrazione multicanale in perifonia naturale di un evento musicale ed alla relativa riproduzione tramite un sistema audio a 5 canali.
Sede della registrazione delle esecuzioni musicali è stata la più grande chiesa di Schio, il Duomo, con le sue tre navate, un volume di 17.000 metri cubici ed un tempo di riverberazione mediato di 4,5 secondi.
In pratica si sono è fatto ricorso a cinque canali, in luogo dei due tipici della stereofonia, per tentare di ottenere in sede di riproduzione sonora una ricostruzione tridimensionale più credibile dell’evento registrato. Esecutori e/o strumentisti si sono distribuiti attorno al sistema di ripresa microfonica, costituito da un insieme di cinque microfoni (uno per canale), di caratteristiche adeguate all’applicazione, opportunamente orientati ed elevati da terra.
Scopo della sessione di registrazione-riproduzione era infatti quello di esplorare la possibilità (e l’importanza) di memorizzare, assieme al contenuto spettrale di un evento musicale, le informazioni spaziali concernenti il posizionamento degli esecutori all’interno di un ambiente di caratteristiche acustiche peculiari.
In effetti di solito si eseguono registrazioni multicanale e poi le si riascolta con un impianto stereo, oltretutto nemmeno ottimizzato, giocandosi per strada gran parte delle informazioni legate alla spazialità, oppure si riascoltano delle registrazioni multicanale già edite però senza aver preso parte alle registrazione, quindi non potendo certo paragonare il punto di partenza a quello d'arrivo e certo non sapendo dove e come è stato ripreso il suono, registrato, editato, se è naturale o meno.
La tecnica di ripresa in perifonia (ovvero pentafonia) naturale consente di memorizzare sia i contenuti spettrali come quelli spaziali propri di un determinato evento musicale. Ciò rende possibile, tramite l’impiego di appositi sistemi di riproduzione, una realistica ricostruzione tridimensionale del campo sonoro originale. Questa tecnica di ripresa diviene un must in esecuzioni in cui la scena sonora (le posizioni di musicisti) ha uno sviluppo ad arco di circonferenza attorno al cui centro si situano le posizioni degli ascoltatori.
Al fine di realizzare una simile condizione anche in sede di riproduzione sonora, la ripresa microfonica è stata effettuata da un unico punto attorno al quale si sono disposti gli esecutori.
Una simile tecnica di ripresa è potenzialmente in grado di rendere all'ascolto non soltanto la direzione di provenienza dei suoni, ma anche la maggiore/minore distanza di ogni strumento dal punto di ripresa. Stanti le caratteristiche di riverberazione del luogo prescelto per le sessioni di registrazione, il Duomo, la fascia utile per la collocazione degli strumenti è stata fatta corrispondere ad un anello centrato sul punto di ripresa e di ampiezza compresa fra 1,5 e 4,5 metri circa. Il rispetto di una tale fascia consente di mantenere efficacemente diverse proporzioni fra presenza ed ambienza degli strumenti stessi.
Per fare in modo che il sistema di registrazione fosse in grado di catturare le informazioni spaziali, unitamente a quelle spettrali, le distanze dalla sua posizione a quella degli esecutori e/o strumentisti sono state scelte uniformi, evitando di superare la distanza critica (la distanza alla quale il campo sonoro diretto, ricco di informazioni in grado di consentire al cervello di risalire alle posizioni originariamente occupate dagli esecutori, uguaglia in intensità quello riverberato, più marcatamente dotato di credenziali proprie dell’acustica dell’ambiente), almeno per quelli principali e salvo che non si desiderassero ottenere particolari effetti tridimensionali variabili con la direzione.
Sono stati invitati diversi gruppi musicali, con programma di diverso genere. L’esecuzione di ciascuno è durato un quarto d’ora circa, al fine di preservare l’attenzione degli ascoltatori nella successiva sessione di riproduzione audio.
Tre sono stati i recording engineer che si sono impegnati nel progetto, un italiano, Roberto Furlan, e due stranieri, Michael Williams, di Parigi, e Martin Schneider, di Berlino.
La sessione di riproduzione ed ascolto è stata organizzata presso una sala di Palazzo Boschetti in Schio (VI). Il sistema audio ivi installato rispondeva alle norme ITU R5.1 senza ausilio di subwoofer ed era composto da:
Sistemi di altoparlanti frontali laterali Sonus Faber mod. Elipsa, centro frontale Sonus Faber mod. Cremona Center e posteriori Sonus Faber mod. Cremona Auditor
Amplificatore 5.0 Pathos mod. Cinemax
La sorgente è stata predisposta dai recording engineer che a turno hanno commentato i risultati.
Molto vivaci e partecipati sono stati i dibattiti seguiti ad ogni sessione di riproduzione. Palesemente dimostrata la possibilità dell’ottenimento di una scena credibile e fedele rispetto all’evento originale, l’interesse dei partecipanti si è immediatamente spostato sulle preferenze in merito alle differenti filosofie dei recording engineer. Inutile negare che i più gettonati sono stati Williams e Furlan.
La straordinaria caratura del meeting, quantunque custodita con gelosia dagli organizzatori, non poteva lasciare indifferenti gli operatori di settore, per cui notevole e qualificata è stata la partecipazione e la collaborazione da parte di aziende sostenitrici.
Tra tutte la menzionata tedesca Neumann, direttamente dalla sede di Berlino e con il pieno supporto del distributore italiano Exhibo, ha deciso di prendere parte all'evento e inviato a Schio diversi suoi emissari.
Così, gli apparati di ultimissima generazione della Neumann, come i microfoni digitali, e della Tascam, come un registratore digitale a ben 48 tracce, sono stati utilizzati per le riprese, tutte in digitale ed in perifonia naturale, delle performance musicali ospitate presso gli splendidi interni del Duomo di Schio.
On top of that, come dicono gli inglesi, il meeting della sezione italiana della Audio Engineering Society ha ospitato numerosi relatori, tutti di primissimo piano.
La prima giornata di lavori, giovedì 17 Maggio, è stata a disposizione del tedesco Wolfgang Klippel per un seminario sulla progettazione e sullo stato dell'arte nel controllo di qualità degli altoparlanti. Alle sessioni orali, condotte con l’ausilio di supporti multimediali, sono state alternate sessioni pratiche con misure e prove condotte su altoparlanti utilizzando gli strumenti hardware-software messi a disposizione dalla stessa Klippel, azienda di primo piano nel settore.
In serata, un delizioso appuntamento: la visita organizzata alla collezione privata di grammofoni e fonografi del Prof. John Kurdyla. Meraviglie degli occhi e, un po’ meno, degli orecchi, hanno sollecitato la fantasia dei partecipanti, portandoli con il pensiero alle eteree atmosfere degli anni tra fine ottocento ed inizio novecento. Brillante ed entusiasta Cicerone, lo stesso Kurdyla. Un vero peccato l’occasione persa dagli scledensi, il non poter visitare la collezione nel previsto allestimento presso Palazzo Fogazzaro.
Nella giornata di venerdì 18 Maggio la sessione mattutina è stata condotta da Martin Schneider, della divisione R&D della Georg Neumann di Berlino, e successivamente da Ignazio Vagnone della Exhibo. Gli argomenti trattati hanno riguardato le nuove tecnologie digitali nel campo della microfonia e della registrazione audio. A disposizione dei partecipanti, per visione, l'attuale produzione di microfoni digitali Neumann con le relative interfacce, oltre a vario materiale illustrativo e documentazione.
La sessione pomeridiana e' stata tenuta da Michael Williams, che ha illustrato la sua filosofia di ripresa microfonica per produzioni multicanale nell'ambito di un excursus tecnico dalla stereofonia classica alla stereofonia multicanale. A seguire, l'intervento di Roberto Furlan riguardante alcune esperienze di registrazione multicanale e le loro problematiche pratiche di realizzazione, con esempi sonori di downmix stereo (leggasi conversioni di programmi musicali registrati da multicanale a bi-canale) riprodotti dal sistema di rinforzo sonoro della sala convegni.
Ha concluso la giornata lo scrivente, che ha illustrato un software di sua concezione ad uso di architetti ed arredatori per l'ottimale disposizione degli altoparlanti di sistemi audio e audiovideo in configurazione da mono 1.0 a multicanale 6.1.
La serata del 18 Maggio ha visto impegnati Michael Williams, Roberto Furlan, Martin Schneider e lo staff Tascam-Neumann nella sessione dimostrativa di registrazione audio multicanale di cui s’è detto più sopra. Ai lavori si sono gentilmente prestati numerosi musicisti tra i quali la Schola Cantorum S. Cecilia diretta dal Mo. Luciana Silvestri, Giuseppe dal Bianco ed il suo gruppo di musica etnica, l'organista del Duomo prof. Giuseppe Piazza oltre a giovani solisti di violino e flauto traverso del Conservatorio di Vicenza. Nei giorni che avevano preceduto il convegno, Michael Williams e Roberto Furlan avevano organizzato numerose prove di registrazione multicanale con alcuni dei suddetti musicisti e l’ aggiunta dell’organista Mo. Simone Gheller .
La mattinata della terza giornata di lavori è' stata impegnata con l'ascolto del materiale registrato la sera precedente, assolutamente privo di qualsiasi trattamento o elaborazione, nella saletta appositamente allestita ed attrezzata con un impianto di riproduzione a 5 canali "Reference Grade". Come sorgenti, sono state impiegate le stesse apparecchiature utilizzate per la registrazione.
Nella saletta, capace di circa 12-15 persone ed opportunamente trattata acusticamente, si sono alternati i gruppi di ascolto e sono stati proposti ai partecipanti numerosi estratti dalle diverse riprese.
Contemporaneamente, nella sala superiore, si teneva la conferenza stampa con il Prof. Leonardo Chiariglione, l’inventore di mp3 e fondatore del gruppo internazionale di esperti denominato MPEG (Motion Picture Experts Group) di cui era in programma l'intervento per il pomeriggio.
La sessione pomeridiana ha visto l'intervento di Leonardo Chiariglione sui processi di definizione degli standard di compressione audio e sulle iniziative di MPEG legate alla diffusione dei digital media in rete, le problematiche di gestione dei diritti d’autore e le azioni attualmente in atto in questo settore, con particolare riferimento alla coraggiosa iniziativa denominata dmin.it.
A seguire, Ennio Prase ed il suo staff hanno illustrato le tecnologie oggi disponibili per l'audio distribuito in rete locale sia ad uso domestico che commerciale, mentre nella saletta di ascolto al piano sottostante proseguivano alcune sessioni di ascolto resesi necessarie per il gran numero di partecipanti che non si era riusciti a completare al mattino.
A conclusione del meeting, nella saletta d'ascolto, Umberto Nicolao ha proposto una serie di esempi sonori con l’intento di illustrare le differenze tra formati audio compressi con e senza perdita di informazione.


DIDA
L'organizzazione di questo evento è stata interamente curata dal referente di zona della sezione italiana della Audio Engineering Society, con il puntuale supporto di Franca Urbani Facchinelli, di Maurizio Conti di Audio Video Design, di Ennio Prase di Prase Engineering e dell'Ing. Roberto Furlan, Vice-presidente area Centro-nord all'AES italiana oltre che come detto valente Recording Engineer; Don Lodovico Furian ha gentilmente messo a disposizione i luoghi e gli ambienti necessari per lo svolgimento del meeting.

DIDA
La manifestazione di Schio ha avuto ampio e positivo riscontro sia tra i partecipanti sia tra i relatori.

DIDA
Tra i meriti da ascrivere all’organizzazione, l’aver portato in una cittadina operosa ma non certo diffusamente nota quale culla della cultura in campo audio, grandi esperti internazionali e relatori “di peso”.

Dida
Sede della registrazione delle esecuzioni musicali è stata la più grande chiesa di Schio, il Duomo, con le sue tre navate, un volume di 17.000 metri cubici ed un tempo di riverberazione mediato di 4,5 secondi.

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