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“Il training ai trainer”

Intervista a Trevor Boden, Training Consultant di Avid Technology (intervista in uscita su Millecanali, tutti i diritti sono risevati)

Avid Technology, Inc è nota azienda americana specializzata in tecnologie dedicate alla produzione audio e video e più nello specifico i suoi prodotti sono molto apprezzati nei segmenti della post produzione non lineare (NLE), nella gestione e distribuzione di servizi. Dall'anno di nascita il 1987 e l'apertura completa verso il mercato nel 1993, Avid oggi ha sedi in molti territori mondiali, compresa l'Italia.

Tralasciando qualsiasi altra presentazione di Avid che chiunque nel settore della musica, del cinema e della tv già conosce bene, oggi riportiamo l'intervista a Trevor Boden, Training Consultant di Avid che è recentemente stato in Italia per effettuare “il training ai trainer” sulla nuova versione 6.0 di Media Composer. Lo abbiamo incontrato presso la sede di una nota scuola di training, “Percorsi Audio” e “Percorsi Video” - specializzata proprio su corsi Avid, ma anche Apple, ProTools, Ableton e diversi altri “sistemi” - in centro Italia, precisamente nella tranquilla località di Acquapendente, VT, cui abbiamo dedicato spazio recentemente.

Non è questo lo spazio per approfondire dettagli sul centro training Percorsi Video, ma sottolineiamo almeno che i docenti di questa scuola -che raccoglie studenti da tutta Italia e crea corsi molto intensi con tanto di certificazioni finali sui sistemi e classi di pochissimi studenti per volta – impiega solo docenti attivi nella professione e per di più, essendo un centro riconosciuto da Avid (ma anche Apple) è ben contenta di far loro seguire (a loro volta!) i corsi di aggiornamento che Avid stessa impone ai propri trainer certificati. Insomma, come dire che i trainer -o docenti- devono a tratti diventare discenti per mantenere le caratteristiche al top che Avid e Percorsi Video richiedono per i propri corsi.

Intervista di Millecanali a Trevor Boden

Millecanali. Cosa pensano i trainer che devono modificare il proprio ruolo e a “intervalli regolari” tornare ad essere a loro volta “oggetto di training”?

Trevor Boden. Due mesi fa ero in Sud Africa ad insegnare e uno dei candidati mentre mi dava un passaggio alla stazione mi disse “mi sento parte di un élite”. E io penso proprio questo, che stiamo producendo un'élite.

Infatti Avid è il software standard per l'editing nel nostro settore e ha senso che noi formiamo le persone, pubblichiamo manuali per tenere tutti aggiornati sullo sviluppo del software ma la cosa più importante è che abbiamo davvero degli ottimi trainer: queste persone sono dei professionisti e il mio lavoro è semplicemente accertarmi che siano in grado di insegnare, perché il training è un lavoro diverso da quello dell'editing.

Ci sono sempre “pezzettini” del software e dettagli che un montatore non necessariamente deve conoscere o utilizza ma il trainer sì: dettagli specifici che il training deve esaminare con attenzione.

M. Quindi ad ogni nuova versione software il training si rende necessario e si approfitta per ri-verificare l'aderenza del docente alle caratteristiche di profilo che Avid richiede?

T.B. Noi cerchiamo sono professionisti nel mondo dell'editing che trasmettano questa professionalità agli studenti. Quando un nuovo software esce, e ciò succede molto spesso, noi dobbiamo riscrivere i manuali, rifare le illustrazioni, dobbiamo pensare a quali contenuti siano da integrare affinché rispondano alle tendenze e alle esigenze indicate dal mercato.

Per esempio, nel manuale della nuova versione Media Composer 6, i due processi di digitalizzazione e di cattura dai nastri sono stati spostati in un'appendice, perché tutti oggi girano e lavorano su supporti file based.

(Un esempio è questa intervista che è stata realizzata anche in video da parte dei docenti e discenti assieme della scuola di Acquapendente, proprio impiegando una Canon EOS 60D).

E quindi dobbiamo cambiare i contenuti del manuale così come abbiamo dovuto aggiornare il software per seguire e anticipare il mercato.

M. Il lavoro del “trainer verso i trainer” non è facile perché ci sono sicuramente molte varianti, nella

profondità del training stesso e da mercato a mercato; come reagite a questo?

T.B. I corsi di training sono sempre almeno due. Il corso di base cambia seguendo l'evoluzione dei workflow dall'impiego dei nastri a quello dei file; ma ancora di più il corso avanzato esamina in dettaglio il processo post produttivo, sebbene sia chiaro che il flusso di lavoro varia a seconda delle esigenze di ogni mercato.

Tuttavia, noi cerchiamo di tenere tutto aggiornato ad un alto livello professionale, senza entrare troppo nello specifico e poi sono i trainer a fare da ponte con il proprio mercato, visto che noi non arriviamo così vicino da conoscere ogni territorio e quindi non possiamo farlo.

M. In pratica è giusto pensare che il continuo aggiornamento dei contenuti e delle modalità del training consenta di agganciare la scuola di editing alle pratiche effettive del mondo reale e quindi chi esce da questa scuola ha davvero “in mano” una professione?

T.B. Penso si tratti soprattutto di dare un'opportunità di lavoro ai giovani, la certificazione Avid dimostra soprattutto che i più giovani hanno appreso i punti essenziali del software e sono in grado di svolgere subito il lavoro che gli viene richiesto.

Quando Avid cominciò col training, eravamo rivolti soprattutto ai montatori esistenti, insegnando loro le funzioni di Avid e non facevamo esami finali perché essi trovavano già lavoro sulla base delle loro capacità di montaggio.

Oggi, invece, ci sono molte professionalità intorno al lavoro del montaggio e del processo di post-produzione che hanno bisogno solo di competenze basilari e io penso che sia da qui in poi che il discorso della certificazione diventi importante.

L'altro aspetto importante è che paesi europei più importanti sono propensi al fatto che i corsi di studio includano collegamenti diretti con il mondo del lavoro; ed è per questo che anche noi oggi diamo più importanza alla certificazione di quanto facevamo in passato.

Noi abbiamo 2 tipi di strutture coinvolte nella certificazione: molte sono università e college dove i trainer non sempre sono dei professionisti del settore …

Invece, nei professional training center (come quello di Acquapendente) che propongono corsi brevi per professionisti è vitale che ciascun trainer sia effettivamente un professionista attivo. E questo perché spesso un altro professionista attivo viene a seguire un corso avanzato e Avid vuole esser certa che gli insegnanti anche in questo caso siano persone che conoscono realmente il lavoro e non solo il software.

M. Questa intervista è stata girata in una giornata di sole sulle rive del Lago di Bolsena: quasi un universo parallelo per il training!?

T.B. La cosa più bella di venire qui (ad Acquapendente, VT) per il training è che è un posto meraviglioso, che sei vezzeggiato per tutto il tempo e che sia per i trainer sia per gli studenti è una dimensione particolare, lontana dal “mondo reale”, dove però si studiano materie del mondo reale in un'atmosfera magica.

Quello che mi colpisce è che gli studenti lavorano sodo, li vedo impegnati giorno e notte, perché li abbiamo volontariamente “intrappolati” qui a lavorare.

Io penso che sia un fantastico modo di imparare, ti rilassi e assorbi ciò di cui hai bisogno e nient'altro.

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