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What if?? Cosa sarebbe successo se...

Quattro salti in padella. Cambia la solita storia, col Gruppo Anteprima.
Prodotto: Quattro salti in padella Findus
Azienda: Unilever Frozen Foods
Agenzia: McCann Erickson
Direttore creativo: Paola Manfroni
Art: Emanuele Basso
Copy: John O' Neill e Riccardo Loffredo
Casa di produzione: Indiana
Regia: Gabriele Muccino
Pianificazione: Mindshare
Post Produzione: Gruppo Anteprima
Supervisore alla Post: Dirk Meister

Una giovane coppia, pronta a comprare un biglietto per emigrare in America. Nulla di strano sin qui, se non che la traversata si svolge a bordo del famoso transatlantico Titanic, notoriamente colato a picco nel tragitto. Proprio all'ultimo secondo, la coppia cambia idea sulla partenza grazie alla improbabile quanto provvidenziale caduta dal cielo di un frigorifero zeppo di buste di “quattro salti in padella” di Findus che suggerisce una cenetta casalinga, sullo stile “e se stasera mangiassimo a casa?” Un filmato pubblicitario di 30 secondi commissionato dal cliente Mc Post, il reparto Mc Cann Erickson che si occupa di post produzione. Il film descrive il porto di South Hampton nel giorno in cui il Titanic salpa per la sua ultima corsa ed evidentemente era impossibile girarlo da vero. La direzione è di Gabriele Muccino, mentre tutta l'effettistica e il compositing, realizzato su una trentina di livelli, è ad opera del settore post produzione del Gruppo Anteprima.
La nave è stata realizzata in 3D e poi inserita in compositing, così come il background che si intravvede dalle finestre dell'ultima scena quando i protagonisti sono in casa e, miracolosamente e inconsapevolmente salvi, cucinano felici il prodotto.
Sullo stesso tema del “Tutta un’altra storia” e delle sciagure celebri scansate per un soffio è stato realizzato anche un secondo filmato con Robinson Crusoe, anch'egli dissuaso dalla partenza dalla provvidenziale caduta dal cielo del frigo zeppo di prodotti Findus e una conseguente cenetta con amici; tale filmato ha richiesto un grado molto inferiore di inserimento di effettistica anche se ricalca lo stesso soggetto, un protagonista storico che evita di partire all'ultimo minuto, salvato dalla gola.
Tornando al Titanic, la scena madre è quella iniziale, basata sull'establishing shot che -per definizione- serve a collocare l'azione in uno spazio-tempo ben definito e riconoscibile, in cui si è posta molta attenzione per far si che il discorso del Titanic stesso venisse ben compreso. Non a caso la prima immagine, quasi una cartolina, prevede un totale della nave e un titolo in sovrimpressione che non lascia dubbi: “Southampton Inghilterra 1912”.
Mentre dalle ciminiere della nave due fili di fumo nero preannunciano la partenza ormai imminente, si entra subito nel vivo dell'azione con una cassa in legno che viene issata da una cima per il carico e mentre la cassa sale, la macchina da presa scende in tilt per prosegue in panoramica verso destra. Si passa così a inquadrare in un piano-sequenza la scena del porto indaffarato per la partenza e subito i due protagonisti, un lui e una lei giovani emigranti che, trafelati, lanciando una occhiata alla nave che sembra non avere intenzione di aspettarli se non si sbrigano, si muovono a passo veloce verso la biglietteria.
Sempre seguiti in panoramica verso destra con una inquadratura a due in campo medio si scambiano veloci battute che non lasciano spazio a una cattiva interpretazione del contenuto pubblicitario e preparano alla “climax” del prodotto: “stavolta si cambia davvero”, dice lui, mentre lei conferma “si taglia col passato” e lui ribadisce con un “si taglia con tutto”. Tutto questo in pochi secondi e dieci passi veloci, facendo anche in modo che nell'inquadratura si veda la valigia che lui porta per il viaggio e che sullo sfondo tutto il movimento di ambiente e personaggi sia coerente con la partenza e l'ambientazione storica. Subito la battuta di lei rincalza, “quando arriviamo dove andiamo?” un bell'espediente che ci porta elegantemente al taglio di scena in quanto è la bigliettaia che risponde con un “Dove andate?”
Qui viene ripreso il discorso del Titanic badando bene a ripetere il nome della nave almeno due volte e tenendo sempre inquadrato un cartello col nome del piroscafo bene in vista. Dopo queste tre inquadrature un sibilo preannuncia la caduta di un frigorifero giallo che finisce su sartie e valigie alle spalle della scena, lasciando aprire lo sportello e dimostrando ben tre file di buste del prodotto Findus, “quattro salti in padella”. E il gioco è fatto, in quanto la bigliettaia un po' seccata ripropone l'acquisto dei biglietti e la nostra “lei” coglie per così dire il frigo al balzo con un “mah... e se restassimo a casa?”. Da qui si passa con un effetto a tendina verso sinistra -che esprime uno iato temporale- ai nostri due protagonisti tornati a casa che allegramente “cambiano la solita storia” cucinando i precotti Findus con una serie di inquadrature felici a riquadri raccolti da un gradevole effetto “picture in picture”.
In fase di produzione i personaggi reali sono stati girati su un set in parte reale con una costruzione in legno sul fondale e in parte ricostruito in post produzione. Tutto è stato ripreso su blueback per “forare” le varie finestre col cielo, mentre il frigorifero, che è stato fatto cadere davvero sul set, vuoto, e poi riempito delle buste del prodotto, è stato accelerato nella caduta e vi si è aggiunto della polvere o fumo ipoteticamente causati dall'impatto nella caduta, per renderlo più realistico.
Il tracking in alcune scene ha creato qualche problematica in fase di post produzione in quanto gli elementi da gestire erano davvero molti e i dettagli ricreati e aggiunti, altrettanti. Un esempio, tra i molti, della “rotondità” del filmato e della sua “perfezione” interna si coglie in tanti particolari, come le persone aggiunte nella inquadratura iniziale che salgono la passerella che le porta all'interno del Titanic.
Dirk Meister che ha realizzato tutta la supervisione alla post produzione per il Gruppo Anteprima ha commentato: “E' stato un lavoro molto interessante e impegnativo, per la complessità e la verosimiglianza che dovevamo realizzare a supporto di un'idea molto bella, i naufragi evitati, cioè cosa sarebbe successo se Robinson Crusoe, all’ultimo momento, avesse deciso di non partire o se la giovane coppia del Titanic non fosse mai salita sul piroscafo sfortunato. Dopo la sfruttata serie di personaggi storici riconoscibili dal grande pubblico - il piccolo Nerone, il piccolo Leonardo, il piccolo Dante, etc., la Findus cerca di riscrivere la storia da altri punti di vista e lo spunto di fondo è: cosa sarebbe successo se… Cambia la solita storia! Per questo lavoro tra il pittorico e il realistico ci sono volute due settimane circa di produzione, e per rendere ancora più “morbido” tutto il processo il Gruppo Anteprima ha messo in atto un forte supporto alla produzione in fase di pre-produzione anche creando delle pre-visualizzzazioni iniziali indispensabili per rendersi conto di come dovevano essere poi girate alcune scene, come quella iniziale. In pratica, come per tutti i lavori che riescono meglio, si è deciso di ragionare assieme al regista su come impostare alcune sequenze del lavoro ancora prima di effettuarle dal vivo. E poi la cosa divertente è che parlando del filmato con i colleghi del settore spesso mi hanno detto: “Avete ricostruito il frigorifero”, mentre in effetti il frigorifero è una delle “cose” girate dal vivo ed invece è ovviamente la nave iniziale con tantissimi altri particolari ad essere stati completamente ricostruiti, ma non vengono notati: un segno questo evidente del fatto che il lavoro è talmente ben fatto da rendere realistico il Titanic al punto che la finzione funziona e il filmato fila via liscio.”

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