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Sport Innovation Summit, un panel tra operatori del settore della produzione sportiva, presso la sede di Sky Italia.

[in uscita su Millecanali, ed Tecniche Nuove, tutti i diritti riservati ]

SVG e l'idea di networking: fare sistema in area broadcast sportivo
Presso Sky Italia, uno scambio di esperienze e competenze sul tema delle innovazioni tecnologiche del comparto

SVG Mission
Nata con la missione di far crescere la creazione, la produzione e la distribuzione dei contenuti sportivi, l'americana Sports Video Group dal 2006 vuole dare supporto alla comunità broadcast attraverso il dialogo dei professionisti in queste adiacenti, affinché l'esperienza del "gruppo" sia decisamente superiore alla semplice somma dei contributi dei singoli. In quest'ottica Sports Video Group ha organizzato verso la fine di maggio, presso la sede milanese di e con la collaborazione di Sky Italia, un incontro con una importante "fetta" della comunità broadcast e produzione interessata

allo sport.
Nell'incontro, moderato da Emanuela Barasco, e da Riccardo Botta di Sky, sono intervenuti: Tiziano Mantovani Sky Italia, Massimo Bertolotti Sky Italia, Fabrizio Preti AS Roma, Chafik Ould Mhalla, Juventus FC, Carlo Struzzi Videoprogetti, Stefano Mazzon Professional Show, Massimiliano Anchise, 3Zero2, Andrea Buonomo Cinevideo, Andrea Gianolli One Tv, e parecchi altri protagonisti di questi settori.

Quello che riportiamo di seguito sono solo alcuni dei moltissimi concetti che sono emersi da questa comunità che, sotto l'ala di SVG cerca di "fare networking", anche grazie a panel di discussione come questo.

Stiamo vivendo un periodo davvero trainante per gli sviluppi tecnologici in cui il panorama cambia ogni giorno. La crescita non è più lineare ma esponenziale, così come la potenza computazionale. È indispensabile cavalcare il cambiamento per riuscire a produrre il miglior prodotto televisivo possibile -e non solo.
L'idea del Networking di SVG, nasce dalla considerazione che i competitor non si parlano e non condividono le "best practice", mentre, dove questo avviene come nel mondo anglosassone, si riescono ad ottenere risultati migliori. "Fare sistema" e condividere l'esperienza in gruppo, tra system integrator, provider, service, tv, broadcaster, i team, le leghe, gli editori, i webcaster, e il lato consumer, si crea un aiuto al sistema produttivo.

"Siamo piccoli e non riusciamo a fare scala, un po' skycentrici stavolta ma aperti al futuro cercando di diventare un gruppo." (Riccardo Botta, Sky Italia)

Un successo di gruppo, lavoro a braccetto
Nel luglio 2014 nasceva Sky Europe, che riuniva le tre strutture Sky Italia Germania e UK. La prima occasione per lavorare insieme è stata la Formula1, un progetto, durato più di un anno, che è esempio di ottimizzazione e condivisione di competenze e conoscenze dei tre team. Raccoglie il meglio di tute le produzioni e cerca di guadagnare per tutti le modifiche sostanziali dei 7 hub di produzione che Sky porta in giro per il mondo. Sono 4 fissi e 3 espansibili che consentono di avere tre regie separate più la parte hub composta da elettronica server, matrici, ricevitori Rf. In pratica, una sorta di MCR composto da 4 hub, mentre le altre 3 sono regie separate per Italia Inghilterra e Germania.
A differenza dello scorso anno, nel 2016 è stato prodotto il feed per tutti e tre i paesi e poi ognuno ha personalizzato con replay e altro. Tutti fanno capo a un core centrale in cui vengono registrate tutte le on board camera e tutti i program in un server unico di 528 TB di materiale. Qui viene gestito anche tutto l'archivio storico da 1992 ad oggi, quindi anche senza connessione si possono avere tutti i segnali e quanto necessario per la trasmissione.
I 7 box in flight case sono interconnessi in rame e in fibra; poi un sistema con 8 ricevitori true diversity con conversione E/O è impiegato per ricevere le camere RF e i radiomicrofoni. Un ups a batteria copre l'alimentazione senza rete fino a 12 ore per le telecamere e una trentina di microfoni in giro per il circuito.
Le varie sezioni replay, mixer video, produzione e un mixer audio si approntano velocemente, dai 40 minuti all'ora. Le flight vengono disposte, aperte, cablate e sono tirate le fibre dove serve nel circuito per connettersi con l'RF.
Un'unica ricezione da FOM entra in una matrice ibrida, dove sono in arrivo anche le commentator cam e le camere per le interviste. La matrice ibrida 288x512, raccoglie segnali in fibra, SDI, Madi, Ravenna e audio analogico. Poi 60 canali EVS sono utili per la registrazione e si centralizzano in un server.
Da lì passano anche nelle le sale di montaggio, 4 fisse che impiegano Final Cut Pro e tutto il materiale viene ingestato a 100 MB in Hevc.
Le tre regie tornano dentro alla matrice e da lì il segnale viene mandato a Tata per la diffusione verso l'Europa con doppia fibra. Due segnali sono in arrivo a Londra e due a Milano (due sedi interconnesse), e uno in Germania che come main e backup. Tre sono i segnali unilaterali di Sky, più tutte le onboard camera, vengono rimandati indietro i program e i segnali di servizio che viaggiano tutti su fibra Tata.

La sfida del 4K
Partendo dalla definizione di 4K o di Ultra HD (ed evitando di fare chiarezza sui vari nomi impiegati, confusi così come i vari standard tecnici), il fine ovvio è rappresentare al meglio la realtà attraverso la tv. Dato che il destinatario è sempre una persona e le sollecitazioni ricevibili dal nostro cervello sono limitate, è importante chiedersi dove consistano le reali migliorie. Ossia la tecnica deve tener conto dalla realtà oggettiva e soggettiva: spingere molto sui colori e sulla definizione è importante così come capire quale può l'effettivo responso dello spettatore.
A livello di innovazione, la relazione tra HD e 4K è piuttosto diversa in quanto l'HD era più trainante visto che ha portato nelle nostre case gli schermi piatti e di grosse dimensioni; quindi la rivoluzione non era solo nella qualità video. Oggi il 4K difficilmente riesce ad attirare la stessa attenzione.
Importante è considerare la relazione tra la dimensione schermo e la risoluzione: è necessario uno schermo grande o una distanza di visione ridotta per apprezzare reali differenze.
Non è lo stesso effetto di dieci anni fa con l'HD. Ed è importante non sprecare l'occasione di lanciare un nuovo prodotto.
Per SKY il 4K non è solo il lancio di una tecnologia nuova ma qualcosa su cui si vuole costruire un'esperienza nuova per il cliente: un appeal che deve essere di molto superiore ad ora, maturo, sufficientemente stabile, continuativo ed apprezzabile.

Massimo Bertolotti Sky Italia conferma: "Dai risultati ottenuti ora non ci sembra un elemento "di profilo così alto" da permetterci un'offerta in 4K. Quindi al momento non c'è una data precisa di lancio per l'anno in corso. Stiamo verificando cosa, oltre all'aumento di risoluzione, possa generare valore. L'aumento del frame rate già a 50 fps per la produzione non è sufficiente, i benefici ci sono, ma aspettiamo uno standard."

Intanto Sky si focalizza molto sull'HDR e nel lancio del 4K non aiuta il fatto che i tre maggiori fornitori di display (Sony, Samsung, LG) non siano d'accordo nemmeno sul nome, Ultra HD, UHD, 4K.
L'HDR al momento rimane un altro elemento di disaccordo, sul nome e su quale HDR usare. Tante sono le proposte, "basiche" ed evolute; un paio sono standard, ma in realtà sui tv ce ne è uno (Blueray Association), PQ (Blueray UHD), e quindi si ingenera instabilità nella percezione del concetto di 4K presso l'utente finale; inoltre molti apparecchi Tv già sul mercato non sono compatibili verso l'HDR.
L'elemento colore è l'effetto che potrebbe fare innescare il salto oltre l'HD, un valore aggiunto alla qualità. L'HDR cerca di lavorare sulla luminosità e i corretti valori di colorimetria e luce utile per dare forza al contenuto 4K e non solo. HDR estende la gestione della curva di luminosità e colorimetria ma l'effetto finale dipende ancora molto dal tv presente in casa. Oggi bisogna gestire anche la qualità percepita in ambiente, perché le variabili sono tante (richiede condizioni di illuminazione particolari).
Il segnale HDR permette di percepire subito una migliore gestione del colore.
Il 4K obbliga a intervenire su tutti i punti della catena e l'HDR manca ancora di alcuni piccoli passaggi.
Come gestirlo e come proporlo all'utente finale rimangono le domande, oltre alla retro-compatibilità che obbliga a vincoli e compromessi.
I test continuano, ma oggi ancora manca qualche tassello.
Le complessità esistono, e tra queste, come rendere uniforme una visione indipendentemente dai tv esistenti presso gli utenti, come gestire la transizione tra due contenuti HDR diversi e bisogna studiare l'eco-compatibilità tra i diversi sistemi: la collaborazione tra tutte le parti in gioco diviene indispensabile per creare un minimo di interoperabilità e magari la stessa linea di pensiero.

Per il segmento produzione

(Andrea Buonomo)
Nel segmento produzione, oggi il rischio di fare investimenti sbagliati è elevato, infatti 4K ora e 8K domani sono molto trainanti, ma la differenza qualitativa appare troppo esigua rispetto l'HD.
In generale al momento per questo segmento in Italia il panorama del 4K sembra ancora un po' complesso, non ci sono contenuti e ci sono difficoltà a immagazzinarli e a mandarli in onda per la banda disponibile.
Chi vende apparati, da parte sua sottolinea che, malgrado tutto, la progettazione di nuovi sistemi oggi è assolutamente in 4K, anche se non ci sono ancora standard nemmeno in iP.
La richiesta del 4K viene solo dall'estero e gli standard per la produzione sono dei limiti; il rischio è investire oggi e tra due anni veder cambiare le carte in tavola. I clienti però fanno richieste in tal senso e diverse discipline faranno seri test, come la BT che produce incontri sportivi finanziando certi eventi in 4K che verranno prodotti nei prossimi 24 mesi. La Rai è impegnata col 4K sugli europei, lo stesso Mediaset, ma non si sa quanta gente a casa riuscirà a vedere trasmissioni in tal senso.

Routing video
Dallo scorso NAB giunge notizia che nel routing IP, Grass Valley e Sony hanno unito le forze per produrre uno standard nell'IP, quindi è utile aspettare e capire il nuovo assetto, in quanto è un'ottima soluzione anche per la remote production, ma richiede ancora valutazione attenta, malgrado esempi all'estero esistono in modo concreto.
Rimane parecchio scetticismo sulla banda per il trasporto dei segnali oggi disponibile in Italia.
Un passo in avanti è inoltre costituito dal TR-03. Fino a oggi secondo la raccomandazione SMPTE ST 2022-6 è l'encapsulazione dell'intero segnale SDI per veicolazione su IP. Il nuovo VSF TR-03 invece consente di inviare i differenti elementi di video, audio, e dati ausiliari in modo individuale su un network, e ricomporli a destinazione in differenti combinazioni secondo le diverse esigenze di produzione. Un sistema quindi per il trasporto di segnali AV e meta dati non compresso, che sembra essere tecnicamente possibile a breve. Negli eventi non super importanti o intermedi, permette di ottimizzare una produzione sul cloud supportata dalla rete; basta un mixer video, uno audio, un dve, un registratore, e si lavora a bit rate molto bassi; la qualità è bassa ma è un altro modo di raccontare una storia per un numero di utenti limitato.
Il cloud come estensione della remote production permette di declinare una storia in un certo modo ed è possibile anche in Italia per un certo numero di località ed eventi, ma è ancora un po' limitato.
La remote production è stata sperimentata da Sky a Rio per i mondiali in Brasile: tra lo studio di Copacabana e l'IBC c'erano una trentina di Km.

Ultra Slow-mo
Nel comparto sportivo tra le tecnologiche innovative più interessanti sono da enumerare le telecamere super slow motion e le ultra slow motion. Finora quest'ultime avevano dei limiti di memoria, ormai superati e si arriva a gestire fino a 4 ore di immagini; così la ultra slow motion diviene una camera assimilabile alle super-motion classiche.
Un altro fronte di lavoro tipico è sulle camere più piccole sempre ipermotion, impiegate in diversi tipi di sport, non solo nel calcio, per restituire un punto di vista diverso, sempre ad alti frame rate. La camera lavora anche in 4K e quindi si stanno compiendo dei test.
La tecnologia avanza ma alcuni fanno notare che, nel concreto, più di 5 o 6 telecamere non vengono utilizzate ora un incontro classico.
Un'altra tecnologia straordinaria è costituita dagli "zainetti", che ora operano in simbiosi col cloud condivisi tra le tre sedi. Per gli europei Sky italia ne ha messi in campo cinque.
L'estensione di questa interessante tecnologia è che permette ad alcuni giornalisti di "uscire e rientrare" con il filmato finito, anche se in area news.

DIDA
Sport Innovation Summit, un evento unico e imperdibile tra operatori del settore della produzione sportiva, che si è tenuto Mercoledì 25 Maggio a Milano presso la sede di Sky Italia.

DIDA
Sempre nelle tecnologie che il comparto sportivo guarda con grande attenzione, l'HDR, che nello sport è considerato un grande vantaggio. Anche se non applicato al 4K è un miglioramento percepibile della qualità di immagine.w

DIDA
Sempre nel segmento produzione, a minare una diffusione massiccia del 4K rimangono oggi i costi di trasporto dei segnali elevati, e la paura di sbagliare investimenti, la carenza, dati i costi molto elevati rimane negli obiettivi e la tendenza è una cauta attesa aspettando che la richiesta cresca ancora.

 

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