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Finanziamenti agevolati - News

La pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” (tra il 9 e l’11 settembre) dei tre bandi del ministero dello Sviluppo economico per i finanziamenti alle imprese che operano nel Sud riapre la partita degli incentivi agli investimenti. E’ la principale novità nel quadro a legislazione corrente, in cui comunque si segnalano anche altre opportunità non vincolate a specifiche aree geografiche.


Beneficiari e ambiti
I tre bandi coprono ambiti specifici di intervento per un monte complessivo di 500 milioni di euro disponibili. Per tutte tre gli ambiti le agevolazioni sono destinate alle imprese che, alla data di presentazione della domanda di aiuto, siano regolarmente iscritte nel registro delle imprese e che si trovano in regime di contabilità ordinaria. I programmi di investimento devono essere realizzati nell’ambitodi un’unità produttiva ubicata nelle regioni Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Possono essere proposti progetti
inerenti la realizzazione di nuove unità produttive, l’ampliamento di unità già esistenti, la diversificazione della produzione in nuovi prodotti/servizi aggiuntivi e il cambiamento fondamentale del processo di produzione. La presentazione della domanda varia seconda dei bandi: i termini oscilleranno tra il 9 dicembre fino alla prima decade di aprile 2011. I tre macro-raggruppamenti coperti dai bandi sono:
1) l’industrializzazione dei programmi “qualificati” di ricerca e sviluppo sperimentale (programmi
di ricerca sviluppo realizzati con organismi di ricerca o finanziati da norma comunitarie, statali e
regionali, chiusi da non oltre 24 mesi);
2) il perseguimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela
ambientale, solo per le attività del settore alimentare, attività di fabbricazione di apparechiature
elettriche, attività di produzione di biotecnologie;
3) produzione di beni strumentali per lo sviluppo di fonti rinnovabili e risparmio energetico
nell’edilizia.

I tratti comuni
Le somme a disposizione saranno attribuite ai beneficiari sotto forma di contributo a fondo perduto affiancato da un finanziamento agevolato, nel rispetto delle percentuali massime di aiuto fissate, in base alla dimensione dell’impresa e alla localizzazione dell’unità produttiva oggetto di investimento, dalla carta italiana degli aiuti a finalità regionale 2007-2013.
Condizione fondamentale è la capacità dell’impresa di offrire idonee garanzie ipotecarie e/obancarie. In tutti i casi sono ammissibili alle agevolazioni i programmi, di importo compreso tra 1,5 e 25 milioni di euro.

Industrializzazione della ricerca. Quanto al primo dei tre bandi, risultano ammessi gli interventi che riguardano le attività dirette all’industrializzazione dei risultati di progetti qualificati di
ricerca e sviluppo e riferiti a uno dei seguenti ambiti:
a) attività manifatturiere alla sezione C della classificazione delle attività economiche Ateco 2007;
b) attività di produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore alla sezione D sempre della
classificazione Ateco 2007 nel rispetto di specifici limiti e condizioni;
c) servizi alle impre.

Innovazione e tutela ambientale. Sono ammesse alle agevolazioni le iniziative:
a) del settore alimentare;

b) della fabbricazione di apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche, alla
classificazione delle attività economiche Ateco 2007, limitatamente a produzioni specifiche;
c) dirette alla produzione di biotecnologie.

Sviluppo di fonti energetiche. Risultano agevolati:
a) Interventi per lo sviluppo dell’imprenditoria collegata alla ricerca e all’applicazione di tecnologie
innovative nel settore delle fonti rinnovabili;
b) Interventi a sostegno dell’imprenditorialità collegata al risparmio energetico con particolare
riferimento alla creazione di imprese ed alle reti.
Beni strumentali per ora in stand by
L’articolo 1, commi 271-279, della Finanziaria 2007 (legge 296/07) ha previsto la cancessione di un
credito d’imposta per l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate
nel Mezzogiorno. L’agevolazione spetta per gli investimenti facenti parte di un progetto d’investimento
iniziale avviati dal 1° gennaio 2007 e realizzati entro il 31 dicembre 2013.
Oggetto dell’agevolazione sono: macchinari, impianti, attrezzature varie, brevetti e, limitatamente alle
piccole e medie imprese, programmi informatici. L’accesso è regolato da un’istanza telematica di
prenotazione.
Il bonus per gli investimenti – nonostante sia operativo fino al 2013 – è ai box per indisponibilità di
risorse aggiuntive. Anche in considerazione del fatto che le somme messe a bando si sono esaurite in
pochi minuti, rifinanziare la misura potrebbe essere un viatico per un nuovo impulso agli investimenti
produttivi.

L’occupazione
Sempre nelle regioni del Mezzogiorno (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna,
Abruzzo e Molise), l’articolo 2, commi 539-547, della Finanziaria 2008 (legge 244/2007) ha previsto
l’attribuzione di un credito d’imposta a favore dei datori di lavoro che nel periodo compreso tra il 1°
gennaio e il 31 dicembre 2008 hanno incrementato il numero di lavoratori dipendenti con contratto di
lavoro a tempo indeterminato, nelle suindicate regioni. Il credito, riconosciuto per gli anni 2008, 2009 e
2010 sulla base di un’istanza telematica al fisco, spettava in misura pari a 333 euro (per le assunzioni di
lavoratrici svantaggiate l’importo ammonta, invece, a 416 euro) per ciascun lavoratore assunto e per
ciascun mese. L’agevolazione, però, chiude i battenti a dicembre prossimo.
Premiati gli interventi sull’impatto ambientale
Ambiente e ricerca sono gli unici ambiti che dispongono ancora di incentivi fiscali tuttora operativi
sull’intero territorio nazionale. Sul fronte degli incentivi destinati al sostegno degli investimenti
“ambientali”, oltre alla detrazione del 55%, che premia la spesa sostenuta per gli interventi di
riqualificazione energetica, si segnala l’agevolazione prevista dall’articolo 6, commi da 13 a 19, della
legge 23 dicembre 2000, n. 388.
La norma prevede, a favore delle piccole e medie imprese che realizzano investimenti ambientali,
che la quota di reddito destinata a tali investimenti – in eccedenza rispetto alla media degli investimenti
ambientali realizzati nei due periodi d’imposta precedenti – non concorra alla determinazione del
reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito. Per investimento ambientale la norma intende
l’acquisto delle immobilizzazioni materiali, alla voce B.II dello stato patrimoniale, necessarie per
prevenire, ridurre e riparare danni causati all’ambiente, con esclusione di quelli realizzati in attuazione
di specifici obblighi di legge.

La ricerca
Le aziende del comparto tessile possono contare sul nuovo incentivo disegnato dal Dl n. 40/2010 e
modificato con la legge n. 73/10, destinato a premiare le imprese che investono in ricerca e sviluppo per
migliorare la qualità delle nuove collezioni. La norma impatta sui costi sostenuti per le attività di ricerca
industriale e sviluppo precompetitivo propedeutici alla realizzazione dei campionari. L’agevolazione
sarà fruibile attraverso una detassazione Irpef o Ires, sottoforma di variazione in diminuzione da
esercitare in Unico, pari al 100% delle spese ammissibili, sostenute nel 2010. Il riconoscimento
dell’incentivo è subordinato all’invio della comunicazione telematica, modello Crt, da presentare fra il
1° dicembre 2010 e il 20 gennaio 2011.
Più in generale, invece, la Finanziaria per il 2010 (legge n. 191/09) ha incrementato di 200 milioni di
euro annui per il 2010 e 2011 l’autorizzazione di spesa per il credito d’imposta per i costi sostenuti per
attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo. Per i meccanismi è però necessario un
decreto attuativo. L’agevolazione, introdotta con l’articolo 1, commi da 280 a 284, della Finanziaria 2007,
riconosce un credito d’imposta pari al 10 per cento dei costi sostenuti, elevato al 40% qualora gli stessi
siano riferiti a contratti stipulati con università ed enti pubblici di ricerca.

Ottobre 2010
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