Racconta Giorgio Galli. “Il gioco è sovrano con le sue dinamiche e l’imperativo è saper racontare la storia della partita”

GiorgioGalli2Come le cose sono cambiate a livello di regia e di linguaggio audiovisivo in 26 anni di regie televisive 

Parte DUE

"Con 26 anni di regie nello sport, soprattutto nel calcio, e parecchi compleanni festeggiati sugli ob-van(!), ho iniziato con Tele+ a metà anni 90, e proseguito con 2 finali di Champions, 6 di Coppa Italia, 1 di Supercoppa, gli Europei e la finale Under 21, 2 finali di Champions Volley, la finale Supercoppa Pallanuoto, gli Europei 2020 di quest'anno, per un totale di circa 1500 regie nello sport.

La finale di Champions League del 2016 segna la data importante in cui ho potuto scegliere direttamente tutto il personale dedicato e creare tutto il progetto, così come nella finale degli Europei Under 21 2019, e le finali di Super Coppa.

Sul campionato di Serie A sono i service televisivi incaricati che forniscono il personale in toto; sugli eventi più grandi, invece, il regista ha la responsabilità della scelta di tutto il personale, cameramen, operatori EVS, tecnici e fonici.
Molte volte ho dovuto costruire da zero la formazione del team tecnico scegliendo tutti, compreso gli operatori e il regista di replay, spesso chiamando Stefano Schiavinato, e il mixer video Silvano Casiraghi e coinvolgendo persone di tutta Italia. 
E, come già detto, in generale sono felice di ribadire che tutto il team tecnico italiano è cresciuto moltissimo negli ultimi 5/6 anni, anche grazie alla grande professionalità della Lega Serie A, e non è un caso che lo staff italiano sia stato ingaggiato per gli Europei 2020.

Tra le figure professionali che obbligatoriamente operano in simbiosi con il regista, devo citare il mixer video che per me è determinante e, difatti, sono in totale sintonia con Silvano Casiraghi che mi ha supportato e spesso “letto nel pensiero” su diverse partite finali di Coppa Italia, in tutti gli eventi più grossi della Serie A, e non ultima in UEFA 2020”. 

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Una crescita professionale 

“Il regista che sceglie tutto il personale, compresi assistenti, cameraman, addetti di replay, camere dedicate, multifeed, etc, deve assorbire tutte le criticità di ogni incontro.

La distribuzione dei segnali è sempre complessa, per non dire delle assegnazioni audio che sono sempre tante. 

Così come il regista di un programma musicale deve conoscere la musica nei dettagli, il regista dello sport devi avere solide basi di tecnica televisiva ma padroneggiare la disciplina sportiva nei dettagli.

Alcuni sport dipendono moltissimo da un preventivo e ottimale posizionamento delle telecamere, che, in pratica, lavorano in sequenza, come nello sci; mentre in altri sport è indispensabile conoscere benissimo tutto il “contorno” oltre a saper creare un racconto del gioco.

Soprattutto per il regista, ma assolutamente anche per i cameramen e anche per il mixer video, è importante conoscere bene le regole del gioco e i protagonisti. 

Tutto ciò che è contorno può diventare interessante a fianco del match in sé ed è indispensabile sapere come giocano le squadre, conoscere le caratteristiche di ciascun giocatore, dell’arbitro, degli allenatori, etc. 
Ad esempio, se un calciatore solitamente “punta all’uomo” e si stacca in velocità, permetterà al regista l’uso di una inquadratura più stretta. Con altri giocatori, invece, sarebbe impossibile e si avrebbe uno stacco troppo breve e fastidioso da vedere per lo spettatore televisivo.
Il cambio di regolamento di 2/3 anni fa sulla rimessa dal fondo, ora giocata subito, consente una minore proposizione dei replay, e obbliga a porre molte attenzione. 

GiorgioGalli8É, infatti, prioritario seguire la palla, come dicono gli inglesi, “ball in play”, e lo spettatore deve vedere una partita come se fosse allo stadio.

Anche la qualità delle ottiche è molto migliorata, siamo passati dai 50X in ottica lunga utilizzata per i primi piani ai 101X duplicabili di oggi: dalla tribuna principale riusciamo a proporre un primissimo piano anche da molto lontano e senza comprimere i piani, guadagnando sulla luminosità dell’immagine, dato che si impegna di meno l’ottica e il diaframma rimane più chiuso, con una profondità di campo migliore.

Il regista deve essere prima di tutto uno sportivo, un appassionato che deve conoscere a fondo la materia: è giusto comporre bene le inquadrature ma il gioco è sovrano con le sue dinamiche e l’imperativo è saper racontare la storia della partita. 

Prediligo sicuramente le “belle giocate”, il goal non è solo passaggi e tiri in porta, ma nasce dai concetti fondamentali della scuola calcio, un bello stop col collo del piede, un passaggio, una palla persa: il goal nasce da lì.

Ricordo una partita amichevole di alcuni anni fa con Dibala che ha effettuato uno stop col collo del piede a due metri di altezza: aveva incollato il pallone al piede e lo aveva portato giù e il replay non era stato proposto!

Tanti replay vengono costruiti non solo con “azione-cross-tiro-goal, ma con una palla conquistata o persa a centro campo, un fallo dubbio, una bella giocata, un colpo di tacco. Questo è il bello del calcio che vogliamo far vedere. Dobbiamo conoscerlo perfettamente bene e spesso anticiparlo per trasferirne l’entusiasmo”.

SilvanoCasiraghiGiorgioGalli

 

Silvano Casiraghi, mixer video, racconta:

“Compagno di ventura” in qualità di mixer video di mille eventi sportivi, seguo il regista Giorgio Galli da molti anni ed assieme a tutto il team di produzione abbiamo creato una forte sintonia nel lavoro che ci permette di accontentarlo nella sua ricerca artistica, spesso anticipando i suoi desideri, con un fine unico, raccontare la partita al meglio possibile e con passione. 

Inoltre, in qualità di mixer video sulla regia main ho dovuto insieme ai tecnici del service, ottimizzare la gestione dei segnali e la programmazione del banco, per avere sempre tutto sotto controllo e per poter rispondere alle richieste con la massima velocità e migliore conoscenza della macchina.

Così come allo stadio la tribuna centrale rimane il posto migliore (non a caso le telecamere principali sono piazzate lì), perché si riesce a percepire la dinamica d’insieme del gioco, la definizione molto migliorata e le nuove telecamere uhd e “special”,consentono movimenti più fluidi e inquadrature da punti strategici che permettono di capire meglio le varie situazioni di gioco, valorizzare quelli che sono i gesti tecnici e le migliori giocate, così da trasmettere emozione oltre allo sport.

La passione del pubblico, che è determinante in un match, viene ripresa da telecamere in super motion che lavorano a 75 FPS, che ci permettono di restituire un tifo colorito e pittoresco in cui si vede la vera passione delle famiglie, dei bambini, delle donne, di tutti i tifosi senza accanimento, dove a volte riusciamo a proporre due bandiere diverse una a fianco l’altra come appena successo negli europei UEFA 2020”.

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Giorgio Galli chiude con un accenno a proposito di pandemia 

Il Covid-19 ha cambiato davvero tutto il modo di impostare il lavoro nel calcio, obbligando a tamponi del personale, ozonizzazioni, stringenti procedimenti da seguire per entrare allo stadio, continue sanificazioni, letture di temperatura, niente più riprese dagli spogliatoi, molte zone sono off limits, le regie sono state isolate, le mascherine per molte ore sono un tormento.

Anche il racconto della partita ne ha risentito perché nello stacco sulle camere basse - ma anche su quella principale - si devono vedere gli spalti pressoché vuoti il meno possibile”.

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©2021presspool.it roberto landini 

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